CasaPound pronta a sostenere la Lega. Ma Salvini ora frena

Focus

Il leader del Carroccio probabilmente frenato dall’alleato Berlusconi: dopo una prima apertura, ora il passo indietro

CasaPound ha scelto. Se ci dovesse essere un governo a guida Lega, il partito di estrema destra lo sosterrebbe. I motivi sono chiari. Il programma proposto dal Carroccio piace a Simone Di Stefano e ai suoi. Un esecutivo contro l’Europa e l’immigrazione è quello che CasaPound ha sempre sognato e che sarebbe disposto ad appoggiare se ci fosse un voto di fiducia in Parlamento.

“Se c’è la possibilità di fare un governo sovranista che ci porta fuori dall’euro e fuori dall’Unione europea e che blocca l’immigrazione che sono i tre punti principali del nostro programma siamo pronti a sostenerlo”, ha detto Di Stefano a Radio 24. Da questo governo a guida leghista, però, dovrebbero restare fuori i moderati berlusconiani, quindi senza “Tajani premier e Brunetta all’economia, ma sarebbe un governo che dovrebbe avere un Salvini premier e un Bagnai all’economia”.

“Noi – ha detto ancora Di Stefano – siamo pronti a sostenere esternamente, ovviamente la fiducia è una delle prassi per far nascere il governo, però, poi sarebbe un appoggio esterno. Non vogliamo ministeri, non vogliamo sottosegretariati”.

Il leader della Lega gli risponde a stretto giro: “Non vedo l’ora di essere messo alla prova, poi dal 5 marzo incontrerò tutti”. Ma poi c’è la marcia indietro. “Non ho bisogno dei voti di altri né mi interessano”, dice il segretario della Lega, aggiungendo che comunque “sarà mio dovere parlare con tutti, ma al governo non porto dentro persone che non la pensano come me. Questo vale per Di Maio, per CasaPound e per tutti gli altri” (Ma su questo Di Stefano era stato chiaro, il leader di CasaPound non chiede di entrare nel governo, il suo sarebbe solo un appoggio esterno).

Ci sarà stato un confronto con il Cavaliere che ha portato a questo cambio di atteggiamento? Certo, Di Stefano con le sue dichiarazioni non ha fatto fare una bella figura a Forza Italia che ne è uscito come partito trainato dalla Lega, nonostante cerchi di far passare il messaggio contrario. E soprattutto è arrivata l’ennesima prova del fatto che l’alleanza tra la Lega e Forza Italia non può reggere perché non sono d’accordo su nulla. Berlusconi, infatti, durante il forum Facebook-Ansa, ha assicurato che non ci sarà alcuna collaborazione tra la coalizione del centrodestra e il partito di Di Stefano: “La nostra coalizione non ha nulla a che fare con Casapound, né con i loro programmi. Non avrà nulla a che fare con Casapound né ora né dopo le elezioni”.

In ogni caso Salvini ha convinto CasaPound; è da tempo che il leader del Carroccio strizza l’occhio all’estrema destra e non solo italiana. Insieme a CasaPound in particolare aveva già organizzato nel 2014 una manifestazione contro gli immigrati nella stessa piazza Duomo dove Salvini ha tenuto il suo comizio domenica. Su più di un tema Lega e CasaPound la pensano esattamente allo stesso modo.

“Altre piazze preferiscono inseguire i fantasmi del passato, il fascismo è il passato, non tornerà mai più”, ha detto Salvini. Per questo, forse, secondo Salvini sarebbe possibile anche avere certi partiti in Parlamento. E proprio a poca distanza dal suo comizio, Di Stefano parlava ai suoi. L’augurio del leader di CasaPound, che punta al 5% alle elezioni, è che Salvini “rinsavisca. Siamo pronti ad appoggiarlo, se farà sul serio il sovranista”.

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