CasaPound, ora basta

Focus

A Casal Bruciato si è passato il segno e c’è da augurarsi che il vigliacco che ha urlato “ti stupro” a una donna rom venga identificato e assicurato alla giustizia

A Casal Bruciato si è passato il limite. Adesso basta. Basta con questi teppisti dell’ultradestra che vanno urlando “ti stupro” a una donna – di qualunque etnia o nazionalità sia – e circolano impunemente per la strade di Roma.

Ci sono i video, le foto, i testimoni. Dov’è ora quel vigliacco? Siamo certi che la Polizia lo stia cercando e che la magistratura lo incrimini. Sono anni ormai che questi di CasaPound insultano le persone a loro “sgradite”, attaccano le istituzioni (solidarietà a Virginia Raggi, gravemente insultata ieri da alcuni scalmanati a Casal Bruciato), Si scatenano nei quartieri popolari, soprattutto, dove contano su una rete di acquiescenza quando non di simpatia dettate da malessere  che si trasmuta in disumanità. Questa organizzazione soffia sul fuoco e alimenta le peggiori pulsioni a fini propagandistici, incute paura, spadroneggia. Come una nuova mafia. E in più inneggia al Ventennio.

Saranno i magistrati a accertare la sussistenza del reato di apologia di fascismo espressamente vietata dai nostri codici e dalla Costituzione: ma l’apologia si vede a occhio nudo. Qui non c’entra la libertà di diffondere le opere di intellettuali, romanzieri, filosofi e poeti che si dichiararono fascisti: questa è una polemica che non esiste fatta da anime belle che sfuggono alla questione vera.

Questa: è mai possibile che nell’Italia del 2019 debbano avere licenza di circolare messaggi e comportamenti fascisti? Questo è il punto. Che riguarda tutti, a partire da chi ha responsabilità di governo e che invece di far rispettare la legge si fa pubblicare un cosiddetto “libro” proprio dalla casa editrice vicina ai “neri”. Ecco perché fermare Salvini significa anche dare un colpo ai fascisti.

 

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