Aspettando Mattarella. E l’esploratrice

Focus

Il Presidente proverà a sbloccare l’impasse: un mandato esplorativo alla presidente del Senato Casellati?

Dopo le inconcludenti bevute a Vinitaly, Luigi Di Maio e Matteo Salvini non danno particolari cenni di vita, a parte la forzatura di quest’ultimo che lega le sorti del nuovo governo alle due elezioni regionali (“Se vinciamo in Friuli e in Molise nel giro di 15 giorni si fa il governo”). I due giocano a scacchi ma non si capisce attendendo che cosa. Probabilmente la mossa che Sergio Mattarella farà domani o mercoledì al massimo, mossa che ovviamente nessuno è adesso in grado di anticipare. Il Presidente non ha ricevuto nel weekend particolari segnali di sblocco di una situazione che resta ingarbugliata e appesa alle velleità dei due protagonisti, entrambi indisponibili a mollare la richiesta di andare a palazzo Chigi e tutti e due, per ragioni opposte, legati alla ingombrante presenza di Silvio Berlusconi.

Ecco dunque che Mattarella potrebbe guadagnare ancora tempo affidando un incarico esplorativo, cioè un mandato ad una personalità incaricata di appianare i contrasti e non di fare, lei, il governo. Ma non si tratta solo di prendere tempo. In questa situazione un incarico esplorativo assumerebbe le caratteristiche dell’ultima spiaggia: potrebbe essere cioè lo “strumento” attraverso il quale certificare un eventuale fallimento della trattativa M5s-destra. Dunque non si tratterebbe di una scelta “barocca” o politicista, ma di un alert finale ai partiti per dire: o chiudete l’intesa o si cambia copione.

Come si è già scritto in questi giorni, la predestinata a un incarico esplorativo sarebbe Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato, esponente espressa da Forza Italia e storicamente vicina a Berlusconi. Un nome – secondo alcuni osservatori – in grado proprio di verificare la possibilità che il Cavaliere faccia quel “passo di lato” che Di Maio ritiene indispensabile: anche se in quale forma nessuno saprebbe dire (astensione?).

Ma siamo solo alle indiscrezioni, alle ipotesi. Il Presidente della Repubblica, secondo altre teorie, potrebbe invece sbloccare la situazione con un pre-incarico a Salvini (più che a Di Maio), con il rischio però di bruciare uno dei principali pretendenti alla guida del governo.

La verità è che il tempo scorre e con esso anche la pazienza di un Pd costretto ad osservare una scena piuttosto noiosa con dei protagonisti che continuano a parlare di tutto e di niente come in una commedia cechoviana. E tuttavia pronto ad esaminare ogni situazione nuova che dovesse determinarsi, ferma restando la scelta di non fungere da ruota di scorta per maggioranze improbabili che, allo stato, nessuno si augura.

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