Casellati di parte. “Sono solo pettegolezzi”, niente dibattito su Lega e rubli

Focus

Con un’incredibile motivazione la presidente del Senato blocca il dibattito sulla notifica più importante delle ultime ore

Una storia che imbarazza e crea disagio. Tanto che è scontro anche sulla conduzione parlamentare di discussione sulla vicenda dei presunti finanziamenti russi alla Lega”.

Con una motivazione sorprendente – “Sono pettegolezzi giornalistici” –  la presidente del Senato Casellati stamani ha impedito che l’aula di palazzo Madama discutesse della storia  Lega-Russia che, ovviamente, non è un “pettegolezzo” ma la notizia più importante che campeggia oggi sui giornali italiani ed è ripresa da molti giornali stranieri.

La lite tra i senatori del Pd e il presidente del Senato Elisabetta Casellati all’inizio della seduta a Palazzo Madama, è partito dall’intervento del senatore Dem Alan Ferrari, vicepresidente del gruppo, che ha chiesto al presidente un chiarimento (“un definitivo ed essenziale chiarimento a tutela di questa Camera”) su tre interrogazioni presentate dal Pd tra febbraio e maggio sui legami tra persone vicine alla Lega e a Matteo Salvini e dirigenti russi legati al partito del presidente Putin e che non sono mai state pubblicate.

Secondo Casellati la mancata pubblicazione è motivata dall’inammissibilità delle tre interrogazioni. Inoltre, ha osservato la presidente di Palazzo Madama, “il Senato non può essere il luogo del dibattito che riguarda pettegolezzi giornalistici. Qui non si discute liberamente di questioni che non hanno alcun fondamento probatorio, qui dobbiamo parlare di fatti che abbiano una giustificazione”, rigettando più volte l’accusa di non essere “un presidente di garanzia”.

Dunque, per la seconda carica dello Stato, in Senato non si può parlare di notizie ancorché non confermate: “È inammissibile che noi possiamo ridurre questa assemblea alta a discorsi che emergono da cosiddette inchieste giornalistiche dove le vostre interrogazioni usano sempre il condizionale ‘sembrerebbe’”, ha detto Casellati.

Secondo questa logica, per dire, non si sarebbe mai potuto parlare di piazza Fontana e nemmeno di Ustica. Un ragionamento chiaramente di parte.

Ma il centrosinistra replica. “Non ho mai visto una conduzione dell’Aula così faziosa e imbarazzante, come in questa legislatura al Senato. Si rassegni, la Presidente Casellati, tutta protesa a cercare il consenso della Lega: non la eleggeranno comunque al Quirinale” ha detto il senatore del Pd, Salvatore Margiotta. E molti parlamentari del Pd hanno lanciato sui social l’hashtag #altotradimento che nel primo pomeriggio è divenuto top trend su twitter.  Interviene con un tweet anche il segretario Zingaretti: “Bene la commissione di inchiesta parlamentare proposta dai capigruppo Marcucci e Delrio sui legami tra la Lega e la Russia. Bisogna sgombrare il campo da ogni ambiguità e fare chiarezza”.

Per questo il Pd – tramite una nota dei capigruppo alla Camera e al Senato, Graziano Delrio e Andrea Marcucci – ha chiesto la costituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla vicenda, preannunciando per i prossimi giorni la presentazione di una specifica proposta di legge. “Il Parlamento ed il Paese devono sapere – affermano – se ci sono potenze straniere che finanziano partiti italiani perché ne garantiscano i propri interessi economici e geopolitici, se c’è qualche leader politico italiano pronto a svendere il nostro Paese e a manipolare la libera volontà degli elettori perchè a libro paga di Stati stranieri. E se il capo della Lega, ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, come affermato in queste ore, dice di essere estraneo alla vicenda emersa dalle inchieste giornalistiche e di ‘non aver preso un rublo da Mosca’ dovrebbe essere il primo a volere questa Commissione”.

I due capigruppo sottolineano, infine, “ci aspettiamo da tutte le forze politiche presenti in Parlamento, di maggioranza e di opposizione, una convinta adesione alla nostra proposta perche’ proteggere la democrazia italiana da intrusioni e tentativi di manipolazione da Stati o partiti stranieri e’ nostro dovere. Chi dovesse opporsi alla Commissione di inchiesta dimostrerebbe di non avere a cuore la ricerca della verita’ e la tutela delle nostre istituzioni”.

 

 

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