Il caso Salvini entra nel vivo, la Giunta voterà probabilmente il 19

Focus

Il vero nodo politico resta uno solo: cosa farà il M5S quando si dovrà votare? Salverà Salvini o voterà contro innescando una crisi di governo?

E’ entrato nel vivo, davanti alla Giunta per le immunità al Senato, l’esame della memoria trasmessa dal ministro dell’Interno sulla vicenda dei 177 migranti trattenuti per diversi giorni a fine agosto del 2018 sulla nave Diciotti. Oltre alle 16 pagine nelle quali Matteo Salvini illustra la sua posizione e i motivi della decisione di opporsi allo sbarco, la Giunta ha valutato i documenti inviati dal presidente del Consiglio e dai ministri dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture, nei quali Conte, Di Maio e Toninelli attestano che si trattò di una scelta collegiale del governo. E ha deciso, a sorpresa, di inviare quest’ultimo documento a Catania per essere esaminato. Secondo Francesco Bonifazi, capogruppo dem in Giunta per le immunità, una svolta che trasforma Giuseppe Conte “da burattino a scudo umano”.

Il presidente Gasparri ha proposto che la Giunta voti no alla richiesta per Salvini.

Una decisione inaspettata

Una decisione inaspettata perché nei giorni scorsi Maurizio Gasparri  si era detto contrario a questa possibilità sostenuta invece con forza dall’ex presidente del Senato Piero Grasso e appoggiata anche da Gregorio De Falco, ex M5s, e dal Pd (e invece fortemente osteggiata dal Movimento 5 Stelle).

Nel ragionamento di Grasso  l’autoaccusa di Conte, Di Maio e Toninelli deve essere subito mandata a Catania in virtù del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale. Un pubblico ufficiale, infatti, non può sottrarre prove di un processo. Tre testimonianze come quelle di Conte, Di Maio e Toninelli, non solo per la rilevanza dei protagonisti, ma per la posizione strategica che essi hanno avuto nella vicenda, non possono ridursi a semplice pezza di appoggio in aiuto di un presunto colpevole o addirittura usate come escamotage per ottenere il no della Giunta e poi dell’aula in nome di una ragione politica.

Gasparri rassicura che i tempi non si dilateranno: “Non c’è nessun blocco della procedura, né sussistono altre situazioni che pure vedo citate su agenzie e siti di giornali. La Giunta tornerà a riunirsi oggi e domani e concluderà i propri lavori entro i termini previsti dal regolamento del Senato pronunciandosi sul caso che alla Giunta è stato assegnato dalla presidenza del Senato”. Probabilmente il voto ci sarà il 19 febbraio.

Ma cosa faranno i 5 Stelle?

Se Gasparri ha detto che chiederà alla Giunta di votare contro l’autorizzazione a procedere, i 5 stelle ancora non hanno sciolto la riserva. Ma le parole del senatore Mario Giarrusso al termine della seduta di questa mattina, fanno già capire la strada che si dovrebbe percorrere. “La relazione di Maurizio Gasparri sulla vicenda della nave Diciotti e sulla richiesta di autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini è ampia e documentata e ora con i membri della Giunta, con Luigi Di Maio e il Movimento la esamineremo” ha detto ai cronisti Giarrusso che ha anche assicurato che “non verremo mai meno ai nostri ideali”. Gianluigi Paragone, senatore M5s, a ‘Circo Massimo’ di Radio Capital fa un passo in più e auspica un coinvolgimento diretto degli iscritti sulla piattaforma Rousseau: “E’ venuto meno il principio per cui Salvini deve rispondere da solo. Anche noi del Movimento, nel nostro dibattito interno abbiamo capito che si rischia di esporre tutta la catena del governo, dirigenti, prefetture, questori”.

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