Il giorno del salvataggio di Salvini: non andrà a processo

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Già raggiunto il quorum di contrari all’autorizzazione

E’ il giorno del voto del Senato su Matteo Salvini: l’Aula di Palazzo Madama ha deciso di non concedere l’autorizzazione a procedere per sequestro di persona nell’ambito della vicenda del caso Diciotti di agosto quando 179 migranti vennero bloccati sulla nave della guardia costiera nel porto etneo per 5 giorni.

I no sono stati 232. Anche se i risultati sono parziali, perché si potrà votare fino alle 19, dal tabellone elettronico si può vedere una prevalenza di voti in verde, che negano il rinvio a giudizio del vicepremier. Il risultato sarà ufficializzato alle 19 con la chiusura delle votazioni, ma il quorum è già stato ampiamente superato.

Ma sono i gesti a rivelare meglio l’atmosfera del momento. Salvini, quando è entrato in Aula a Palazzo Madama si è seduto tra i banchi del governo: al suo fianco c’erano il ministro delle Politiche Agricole e Forestali Gian Marco Centinaio e la ministra Giulia Bongiorno. Ai due esponenti leghisti si è poi aggiunto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, unico titolare dei dicasteri del M5S ad essere presente. Salvini, poco prima del suo intervento si è spostato tra i banchi della Lega e da lì, tra i suoi compagni di partito, ha parlato.

Mai pensato di intervenire per sequestro di persona“, ha detto Salvini prendendo la parola. “Per andare a processo – ha aggiunto visibilmente provato – dovrei mentire a questo Senato agli italiani, dovrei dire che non ho fatto l’interesse pubblico”.

“Non sarò mai il ministro che lascia morire una sola persona nel Mare Mediterraneo senza muovere un dito” ha aggiunto, sottolineando che “noi soccorriamo tutti”. E riferendosi al M5s (che si apprestano a salvarlo così come fecero nella Giunta per le autorizzazioni): “Il Governo ha sviluppato misure e azioni per la lotta al contrasto dell’immigrazione clandestina e ringrazio i colleghi 5 Stelle perché le cose si fanno in due, evidentemente”.

Quando Salvini sta per concludere il suo intervento decide di aggiungere: “Amo l’Italia e miei figli e il mio lavoro, mi ritengo un ragazzo fortunato, ringrazio il buon Dio e gli italiani per l’onore di poter difendere con il mio lavoro che penso di svolgere con onestà, buon senso, coraggio. Comunque votiate vi ringrazio, siate certi che continuerò il lavoro senza nessuna paura, sennò farei un altro mestiere”.

 

 

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