Il caso Russia-Lega in Parlamento. Il Pd chiede a Conte di chiarire

Focus

Presentata un’interrogazione in Senato dopo le rivelazioni dell’Espresso

“La Russia finanzia in qualche modo la Lega? L’inquietante interrogativo rilanciato dal settimanale l’Espresso deve essere subito chiarito dal governo Conte”. E’ questo l’incipit dell’interrogazione urgente rivolta al premier Conte e al ministro degli Esteri Moavero presentata dal gruppo del Pd a Palazzo Madama, a prima firma del senatore Dario Parrini. Il caso Russia, quindi, arriva, prorompente, in Parlamento.

“Secondo quanto scrive il settimanale, una società petrolifera russa avrebbe venduto uno stock di carburante ad una azienda italiana al fine di finanziare la prossima campagna elettorale di Salvini in Europa. Peraltro non è la prima volta che La Lega viene coinvolta da rivelazioni imbarazzanti sul suo rapporto speciale con Putin”. I senatori dem chiedono al Governo “se i gravi fatti descritti corrispondano al vero e nel caso quali iniziative intenda adottare l’esecutivo per salvaguardare la sicurezza e la sovranità nazionale del Paese”.

Il caso è esploso alla fine della scorsa settimana, dopo le anticipazioni dell’inchiesta firmata da Giovanni Tizian e Stefano Vergine. Almeno tre milioni di tonnellate di diesel, da cedere a un’azienda italiana da parte di una compagnia russa. Una compravendita grazie alla quale il Cremlino dovrebbe riuscire a rifocillare le casse del partito di Salvini alla vigilia delle europee del prossimo maggio. “Il condizionale è d’obbligo – si legge nell’articolo – perché non sappiamo se l’affare è stato concluso. Possiamo però indicare con certezza diversi fatti che compongono questa trama internazionale ambientata tra Roma, Milano e Mosca. E soprattutto possiamo raccontare gli obiettivi dichiarati: sostenere segretamente il partito di Salvini”.

Una vicenda che la giornalista de La Stampa ed esperta di questioni russe, Anna Zafesova, ha spiegato in questi termini a Democratica: “Tutto molto verosimile. Il punto principale è il guadagno sullo storno del 4% della vendita di questo gasolio scontato a favore dei russi. In sostanza è un contratto, poi su questo prezzo si fa uno sconto. Tutto quello che gli italiani guadagnano da quello sconto va nelle tasche dei russi. In pratica è una cresta che verrà pagata dai consumatori italiani in primis e dai contribuenti russi”.

Quindi innanzitutto si parla di affari. Ma anche di politica. “In molti sperano in un fronte europeo sovranista che possa spostare l’asse verso Mosca. Seppur con diverse tonalità – lo stesso Putin anche se non si è mai sbilanciato troppo apprezzerebbe quest’eventualità -, è una realtà che si fa sempre più strada. Le ideologie tra il partito del presidente e i partiti di destra europea sono molto affini. Un’ideologia anti-liberale e anti-occidentale. Sugli aiuti della Russia ai sovranisti il discorso è diverso. La Russia vorrebbe che governi amici si insediassero in Europa per abolire le sanzioni alla Russia”.

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