Caso Siri, è duello Salvini-Di Maio. Altro che ‘modalità zen’

Focus

L’indagine per corruzione nei confronti del sottosegretario Armando Siri si trasforma ogni minuto che passa in un pesante macigno sulla coalizione gialloverde

E’ duello a distanza (senza esclusione di colpi) quello tra Di Maio e Salvini, nonostante quest’ultimo dichiari di essere in modalità zen. L’indagine per corruzione nei confronti del sottosegretario Armando Siri si trasforma ogni minuto che passa in un pesante macigno sulla coalizione gialloverde.

“Ho parlato con Siri: gli ho chiesto sei tranquillo? Mi ha risposto di sì, e allora sono tranquillo pure io. In un Paese civile se si indaga qualcuno bisogna ascoltarlo un’ora dopo no una settimana dopo. Siri resta dov’é? Ci mancherebbe”. ha detto Salvini a Corleone.

Il vicepremier e capo politico M5S, Luigi Di Maio, dalla sinagoga Beth di Roma, a margine delle celebrazioni per il 25 Aprile ha invitato il partner di governo a disinnescare il caso: “Siri si deve dimettere da sottosegretario. E se non lo fa? Chiederemo con ancora più forza, all’interno del governo, di farlo. E lo dico a tutti, anche al presidente del Consiglio, perché noi in qualche modo lo abbiamo disinnescato e neutralizzato togliendogli le deleghe, ma quella è una indagine di corruzione che riguarda anche fatti di mafia”.

Ma non si fermano qui le polemiche:”Siri si difenderà – ha detto Di Maio – sono sicuro che risulterà innocente ma intanto lavoriamo alla questione morale. Altrimenti che senso ha dire che si festeggia a Corleone, dicendo che si vuole eliminare la mafia. La mafia la elimini se tu dai l’esempio”. Il vicepremier ha poi sottolineato: “Puoi andare anche a Corleone a dire che vuoi liberare il Paese dalla mafia ma soprattutto per farlo devi evitare che la politica abbia anche solo un’ombra legata a inchieste su corruzione e mafia. E quell’inchiesta che mi auguro veda prosciolto il sottosegretario Siri è un’inchiesta che non può assolutamente contemplare il concetto di garantismo”.

La replica del ministro dell’Interno: “Non sono a Corleone per un picnic”ribatte Salvini che evidentemente non ha digerito l’attacco dell’alleato, aggiungendo: “Mi sono impegnato a non rispondere sulle polemiche, sono in modalità zen”.

Sulla questione interviene anche  il presidente della Camera, Roberto Fico: “C’è l’innocenza fino a prova contraria, ma quando ci sono situazioni particolarmente gravi i partiti devono senza dubbio dare una risposta forte”. Insomma il braccio di ferro è appena iniziato.

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