Catalogna, le tappe della crisi

Focus

Ripercorriamo il 2017 della regione autonoma

9 giugno – Carles Puigdemont, presidente della Generalitat de Catalunya da gennaio 2016, annuncia un referendum indipendentista per il primo ottobre.

6 settembre – Il parlamento catalano approva la “Legge del referendum di autodeterminazione vincolante sull’indipendenza della Catalogna”, che predispone i passi successivi in caso di vittoria del sì alla consultazione. I partiti anti indipendentisti abbandonano l’aula per protesta. Puigdemont firma la convocazione del referendum, che viene sospeso il giorno successivo dalla Corte costituzionale spagnola.

20 settembre – La Guardia Civil spagnola arresta 14 alti funzionari del governo catalano impegnati nell’organizzazione del referendum e sequestra quasi dieci milioni di schede elettorali. Gli indipendentisti protestano in piazza a Barcellona e Puigdemont dichiara di voler procedere comunque con il referendum.

29 settembre – Gruppi di genitori catalani, studenti e attivisti indipendentisti occupano le scuole dove verranno allestiti i seggi per garantire che il primo ottobre rimarranno aperte per il voto nonostante il divieto imposto dall’ordine dei giudici.

1 ottobre – Si svolge il referendum sull’indipendenza con forti tensioni tra governo centrale e il governo regionale catalano. Vota il 43% degli aventi diritto, il 92% vuole l’indipendenza. Il governo centrale spagnolo ha negato ogni validità alla consultazione

10 ottobre – La maggioranza indipendentista del Parlamento regionale catalano sottoscrive una dichiarazione dei rappresentanti della Catalogna, un testo esclusivamente politico e senza applicazione effettiva, che dichiara la costituzione della Repubblica catalana come Stato indipendente e sovrano.

17 ottobre – Il Tribunale costituzionale, deliberando all’unanimità, annulla definitivamente la legge regionale istitutiva del referendum, in quanto lesiva della supremazia della Costituzione, della sovranità e dell’indissolubile unità della nazione spagnola.

27 ottobre – Il Senato spagnolo approva l’applicazione dell’art. 155 con il conseguente commissariamento della regione. Vengono indette nuove elezioni nella comunità autonoma per il 21 dicembre 2017.

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