Catalogna, la regione che lancia la sfida a Madrid

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Barcellona non ha intenzione di cedere alle pressioni del governo spagnolo e si prepara alla manifestazione di lunedì

Un Parlamento diviso, un Paese spaccato. La Spagna, attraversa l’ennesimo periodo di difficoltà, dopo quello per l’elezione del Parlamento e la formazione del governo che ha portato due volte il Paese alle urne. Ora la questione è la Catalogna, regione autonoma con capitale Barcellona, intenzionata a celebrare il referendum per la secessione dal Paese il primo ottobre e che questa notte ha votato la legge di “rottura” con Madrid in un Parlamento spaccato con gli unionisti che hanno abbandonato l’aula al momento del voto. La legge entrerà in vigore se il primo ottobre il sì vincerà.

Il referendum è stato dichiarato “illegale” dal governo spagnolo e Madrid è già pronta a una “guerra” con Barcellona. Il consiglio di Stato ha già approvato, su richiesta del governo spagnolo, il ricorso contro la legge di “rottura”: l’esecutivo ha infatti presentato il ricorso alla Corte Costituzionale che ieri ha sospeso il decreto di convocazione del referendum.

L’idea dell’esecutivo – ha dichiarato il portavoce della Moncloa Inigo Mendez de Vigo – è quella di un ricorso all’articolo 155 della Costituzione per sospendere l’autonomia della Catalogna e il suo presidente Carles Puigdemont per impedire il referendum di indipendenza del primo ottobre. Rajoy si è detto disposto a tutto per impedire il referendum in Catalogna.

Il presidente catalano non ha intenzione di arrendersi e ha già dichiarato di voler andare avanti con un sostegno solido di ben 600 sindaci catalani su un totale di 948.

E non solo. Il tema è molto sentito anche dalla popolazione catalana (e non solo catalana). La lontananza tra Madrid e Barcellona è sempre stata molto forte: la spinta autonomista nel Paese esiste da sempre. La Catalogna non ha mai nascosto una certa insofferenza nei confronti del governo centrale, perché la regione viaggia a ritmi diversi, soprattutto a livello economico. E anche la storia ha un suo peso, a partire dalla dittatura franchista che represse duramente la popolazione catalana. E anche nel periodo di passaggio dalla dittatura alla monarchia la Catalogna fu la culla, insieme ai Paesi Baschi, di movimenti antagonisti al processo di transizione.

Che la questione sia molto sentita nella regione autonoma è provato anche dalla grande adesione di popolo alla grande manifestazione dell’11 settembre a Barcellona. Oltre 360mila persone si sono già iscritte per partecipare lunedì al corteo indipendentista pro-referendum. Una manifestazione organizzata al minimo dettaglio per dimostrare alla Moncloa che quello dell’indipendenza è un tema fondamentale per il Paese.

 

Foto EPA/TONI ALBIR

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