Metti Giorgetti a cena

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Quell’incontro tra l’allora parlamentare leghista, oggi sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con Parnasi e Lanzalone

Escono nuove carte su quello che viene definito il sistema Parnasi e ora spunta anche il nome di Giancarlo Giorgetti. E una cena, il 12 marzo, mentre la partita per il governo era ancora apertissima. L’imprenditore puntava sul nuovo governo anche per la sua carriera, per i suoi interessi, e per questo, insieme a Luca Lanzalone, aveva deciso di organizzare questo incontro con il leghista con un obiettivo, come si legge da alcuni stralci delle carte pubblicate da Repubblica: “Oggi decidiamo una cosa… Dobbiamo fare di tutto perché ci sia un governo” dice Parnasi a Lanzalone. E proprio quella cena rappresenta “uno snodo cruciale dell’inchiesta ‘Rinascimento’. Lo dimostrano le cinque pagine di omissis per coprire le intercettazioni” si legge sul quotidiano diretto da Calabresi.

Viene organizzata dall’imprenditore dello stadio della Roma durante un pranzo, qualche giorno prima, con l’avvocato punto di riferimento dei Cinque Stelle in Campidoglio: “Dal tenore della conversazione si evince che tale incontro deve rimanere riservato”, scrivono gli investigatori nelle carte piene di omissis pubblicate sul Corriere della Sera.

“In un altro passaggio – si legge nell’articolo di Giovanni Bianconi e Fiorenza Sarzanini – i carabinieri i carabinieri scrivono che ‘la vicenda assume ulteriore rilievo in ragione delle disposizioni impartite da Parnasi ai suoi sodali affinché le operazioni di infiltrazione abbiano successo, con i conseguenti vantaggi economici che deriverebbero al gruppo imprenditoriale / criminale'”.

Da quello che emerge, quindi, Lanzalone, figura di fiducia all’interno del M5s, e Parnasi, con contatti con la Lega tramite Giorgetti (“Con Matteo sono amico fraterno”, diceva l’imprenditore parlando di Salvini), sono importanti nella tessitura delle relazioni con il futuro esecutivo gialloverde la cui genesi era stata ampiamente prevista da Parnasi, secondo quanto emerge dalle indagini, già qualche giorno dopo le elezioni del 4 marzo. In un’altra intercettazione pubblicata dalla stampa, l’imprenditore, parlando con il suo commercialista di fiducia, commenta: “Il governo lo sto a fare io, eh! Non so se ti è chiara questa situazione!”.

Successivamente, quando ormai la possibilità del governo gialloverde inizia a concretizzarsi, c’è un altro incontro tra Parnasi e Giorgetti, il 16 maggio: la conversazione tra i due non viene annotata, dato che il leghista è un parlamentare, ma dopo quel faccia a faccia l’imprenditore rientrando nella sede della sua società avvisa i presenti del fatto che a breve sarebbe passato “un avvocato dei Cinque Stelle che potrebbe essere nominato primo ministro”, si legge nell’inchiesta pubblicata da Repubblica. Poi così non è stato, ma Parnasi nei giorni precedenti alla nomina di Conte aveva continuato a “dispensare consigli a Lanzalone su come proporsi a Spadafora e agli altri esponenti dei 5 Stelle per proporre il suo nome”.

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