La bandiera della Repubblica di Salò nella chat: nei guai il centrodestra a L’Aquila

Focus

L’Anpi attacca: “È gravissimo che i vertici delle nostre istituzioni si facciano beffe della Costituzione e usino immagini del genere”

La bandiera della Repubblica di Salò come immagine per una chat politica. È quella scelta dalla maggioranza di centrodestra al Consiglio comunale dell’Aquila. Lo screenshot della chat in cui si vede chiaramente l’immagine della Repubblica sociale è diventato di dominio pubblico e così il sindaco e i capigruppo sono finiti nell’occhio del ciclone. Ma chi è stato a farla circolare fino a essere pubblicata su Il Centro? L’ipotesi è che sia stato proprio un esponente del centrodestra, dato che all’interno della maggioranza è in corso una guerra con continui sgambetti e attacchi incrociati.

E non è nemmeno la prima volta che esponenti del gruppo esprimono non troppo velatamente la propria appartenenza fascista. A partire dal sindaco Pierluigi Biondi (assente alle ultime celebrazioni per l’anniversario della Liberazione) che prima di candidarsi a L’Aquila era iscritto a Casapound. Un altro caso che ha fatto discutere è stata, con l’insediamento della giunta e del Consiglio, la concessione di una sala comunale per un evento dell’organizzazione fascista. Poi c’era stata la vicenda del consigliere Daniele D’Angelo (esponente di una lista civica) che in un post su Facebook ad agosto ha scritto: “Il fascismo è uno stile di vita, lavoro, fede, umiltà, non è reato…”.

L’Anpi locale ha attaccato duramente i capigruppo e il sindaco (anche lui nella chat) per questa scelta grave. Ancora più grave se si pensa che quella chat viene usata proprio per discutere le questioni politiche del territorio. “Sotto quella bandiera e per colpa dei capi di quella repubblica sono morte centinaia migliaia di italiani, fucilati o nei campi di sterminio”, ricordano Fulvio Angelini William Giordano, segretari dell’Anpi provinciale e comunale. “Abbiamo dei nostalgici fascisti al vertice delle istituzioni del Comune dell’Aquila” commentano ancora Angelini e Giordano che chiedono “un atto pubblico di scuse verso la città e soprattutto verso i parenti dei nostri 86 concittadini morti qui a L’Aquila sotto la Repubblica di Salò”.

“È gravissimo – proseguono i rappresentanti dell’Anpi – che i vertici delle nostre istituzioni si facciano beffe della Costituzione e usino come icone delle immagini del genere; pensano forse questi uomini che la loro vittoria alle elezioni abbia trasformato la nostra città in una sorta di Salò amministrata da nostalgici fascisti che scimmiottano Mussolini?”.

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