Centrodestra a pezzi: Salvini sogna da Premier, ma rischia di bruciarsi

Focus

Tensione per il veto 5s su Romani presidente del Senato

Salvini cerca l’accordo con Di Maio, ma rischia di fare arrabbiare i suoi. É questa l’estrema sintesi dell’ultimo weekend di contrattazioni e di comparsate televisive. I diretti interessati dicono di essersi parlati ma non per discutere di governo, bensì di Parlamento. Quel Parlamento che deve iniziare i lavori a breve e che ha bisogno di due presidenti, le figure che sono al centro delle intese e dei litigi delle ultime ore.

Il veto sul nome di Paolo Romani

Mentre tra Lega e Cinquestelle sembrano essere arrivati già ad un accordo, nella coalizione di centrodestra è iniziata la maretta. Il punto è che i forzisti vorrebbero sullo scranno più alto di Palazzo Madama Paolo Romani, ma il Movimento ha messo il veto. Un no che costringe il leader leghista ad una scelta perché alla quarta votazione i numeri sarebbero sufficienti per eleggerlo insieme a Fi. Se lo fa, saluta i cinquestelle e le sua velleità di arrivare a Palazzo Chigi. Se non lo fa mette a rischio le giunte regionali, così come lo ha avvertito il collega di partito Roberto Maroni e come ha ricordato oggi dalle colonne di Repubblica Renato Schifani. «Se Salvini giocasse in proprio – avverte l’ex presidente di Palazzo Madama – si renderebbe protagonista di una rottura che non resterebbe priva di conseguenze».

Le ambizioni di Salvini e i timori di Berlusconi

Berlusconi si sente minacciato dalle parole di Salvini. Sente il leader del carroccio parlare di punti in comune con il M5s proprio nel suo salotto privilegiato, quello di Barbara d’Urso su Canale 5, e vede il rischio di un accordo con Di Maio come la prima mossa per mettere in un angolo Forza Italia, permettere la scalata di Salvini sulla leadership del centrodestra e porre fine alla sua lunga parabola politica. D’altronde Salvini a “Domenica Live” non ha lasciato spazio a grosse sorprese sulle sue ambizioni: «Qui seduto come premier? Non ci manca molto, ci siamo quasi».

Berlusconi, intanto, trama. È convinto che le trattative tra Lega e Cinquestelle siano destinate a finire in un vicolo cieco. E quando accadrà, si dice in ambiente azzurro, lui sarà pronto rimettersi in sella e a dare le carte. Ma le incognite sono talmente tante che lanciare lo sguardo oltre all’estate e alle possibili elezioni d’autunno è un esercizio arduo anche per chi ormai è un veterano delle campagne elettorali.

L’unico punto chiaro in questa vicenda è che Salvini rischia di rimanere bruciato dalla sua stessa ambizione. I Cinquestelle hanno dimostrato in più di un’occasione di essere inaffidabili, mentre Forza Italia è già sul piede di guerra. Persino Fratelli d’Italia sembra mostrare nervosismo per la condotta dell’alleato leghista. Salvini, per ora, sembra sia riuscito solo in una cosa: far arrabbiare tutti. Un buon inizio, diciamo.

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