C’era una volta la destra. Berlusconi lascia Salvini

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Salvini e Berlusconi

Berlusconi torna alla carica: critica Salvini e il contratto con i Cinque Stelle. Poi lancia la sua autocandidatura a premier

Il contratto stipulato tra Lega e Cinque Stelle suggella una unione e, contemporaneamente, certifica una separazione. Quella tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini.

E’ successo proprio come spesso accade ai fedifraghi: all’inizio sembra tutto possibile e facile. Si pensa si possa convivere sia con una moglie, sia con una amante. Si brama l’incastro perfetto, l’equilibrio giusto. Quello che possa permettere la felice convivenza, per il “bene” di tutti. Poi arriva quel giorno in cui lui o lei decide che così non si può andare avanti, che bisogna mettere un punto, che bisogna scegliere: “O lui, o me!”.

Ecco quel giorno per Salvini è arrivato piuttosto presto. Luigi Di Maio lo aveva messo in guardia e alla fine lo ha messo alle strette. Doveva scegliere tra lui e Berlusconi e alla fine ha scelto l’amante di Pomigliano, lasciando sull’altare la sposa di Arcore.

Ok, d’accordo, nessuno si immagina Berlusconi vestito di organza e con in mano un bouquet. Ma la reazione che ha avuto nelle ultime ore sembra tanto quella di un partner tradito e deluso.

L’autocandidatura a premier

La reazione dell’ex premier non si è fatta attendere e a pochi giorni dalla riabilitazione politica, Berlusconi è tornato alla ribalta. Prima autocandidandosi a premier (ma non doveva essere Salvini?) e poi per sottolineare la distanza tra lui e il suo ex alleato.

“Credo che quello che dovrebbe accadere – esordisce l’ex premier appena giunto ad Aosta per sostenere Forza Italia in vista delle elezioni regionali di domenica – dovrebbe essere la possibilità di dare l’incarico al centrodestra di presentare un proprio programma al Parlamento dove saremmo sicuri di ottenere la maggioranza e dare vita ad un governo che potrebbe durare per molto tempo, anche per tutta la legislatura”. Poi gela Salvini, proponendosi come eventuale premier: “C’è un certo Silvio Berlusconi che ha un’esperienza di nove anni al governo del Paese, che ha presieduto per tre volte il G7 e il G8 ed è tornato disponibile. E con la carenza di personaggi che c’è..”.

Dopo l’affondo, Berlusconi attacca l’ex alleato: “Salvini sta parlando a nome suo e della Lega: c’è molto distanza tra noi e lui”. Al tavolo con il M5S, prosegue, “Salvini non ha parlato a nome della coalizione nell’ultima telefonata che abbiamo avuto gli ho consigliato di tornare a casa” del centrodestra, ha aggiunto.

La critica al contratto

Poi l’ex Cavaliere critica il contratto tra M5s e Lega. Già, proprio come un fidanzato tradito e pronto a dar battaglia. In particolare sui costi. Nel contratto giallo-verde, sottolinea il leader azzurro, ci sono “situazioni non comprensibili dal punto di vista dei costi che qualcuno dei nostri ha già fatto i conti e quantificato in 100 miliardi per quanto riguarda la necessità di certe realizzazioni”. E poi: “Stiamo vedendo punto su punto — ha aggiunto Berlusconi — e prenderemo al più presto una decisione, ho già detto ai miei di convocare un Ufficio di presidenza, forse lo convochiamo già per sabato e domenica”.

Quel giustizialismo che preoccupa l’ex Cavaliere

Ad avallare il nostro spericolato tentativo di paragonare la fine della destra con la fine di un amore, c’è lo stesso Berlusconi che evidenzia una “delusione profonda” per la versione definitiva del contratto tra M5s e Lega. Ci sono “troppi punti opposti al contratto del centrodestra”, in particolare, osserva l’ex premier, “in alcuni punti sulla giustizia siamo nella direzione più giustizialista possibile e ci danno forti motivi di preoccupazione”.

Una telefonata di fuoco

Come in tutte le storie d’amore (ammesso che di amore si sia mai trattato) c’è sempre una lunga lista di litigi, sfoghi e scenate. A volte plateali, altre riservate e circoscritte nel perimetro privato di una cornetta telefonica. Proprio quella utilizzata oggi da Salvini per avere alcuni chiarimenti in merito alle dichiarazioni rese dall’ex premier in mattinata ad Aosta. Secondo l’Ansa il colloquio tra i due avrebbe avuto toni piuttosto accesi e si sarebbe concluso con un chiarimento. Ma il condizionale, a questo punto, è davvero d’obbligo visto che nel pomeriggio fonti della Lega hanno smentito la telefonata. Chissà se è un modo blando per gettare l’ultima secchiata d’acqua sul fuoco che minaccia la tenuta di tutta la destra.

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