Chi è Antonio Tajani, il nuovo presidente del Parlamento europeo

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Il candidato del Ppe è stato eletto con 351 voti contro i 282 dell’avversario, Gianni Pittella

Alla fine l’ha spuntata il candidato del Ppe. Con 351 voti, Antonio Tajani è stato eletto capo dell’assemblea parlamentare europea, ruolo che è stato fin qui ricoperto da Martin Schulz. Tajani ha battuto il suo avversario, Gianni Pittella, nella quarta votazione di oggi, quella che prevedeva il ballottaggio tra i due candidati più votati nelle precedenti tre votazioni. Un epilogo che già nella mattinata di oggi aveva iniziato a delinearsi in maniera definitiva: la notizia dell’accordo tra Ppe e Alde per far confluire i voti dei due gruppi, con il ritiro di Verhofstadt, sul nome dell’esponente popolare aveva, di fatto, chiuso la partita.

Politico di vecchia data e giornalista, Tajani, con i suoi 63 anni di età, porta con sé un lungo bagaglio di esperienze sia sul piano nazionale, sia su quello europeo. Dopo gli studi classici al liceo “Torquato Tasso” di Roma, si è laureato è laureato in Giurisprudenza all’Università “La Sapienza” di Roma. Oltre alla lingua madre, parla anche inglese, spagnolo e francese. Ma a Bruxelles è quasi un obbligo.

Quello che rende il suo curriculum europee davvero ricco è la lunga esperienza maturata nelle istituzioni di Bruxelles. Quella di vicepresidente vicario del Parlamento europeo è solo l’ultima carica ricoperta prima della elezione di oggi. Il suo cammino verso lo scranno più alto dell’assemblea di Strasburgo inizia 23 anni fa, quando per la prima volta – nel 1994 – venne eletto europarlamentare. Obiettivo che ha centrato anche nel 1999 e nel 2004. Da febbraio 2010 è vicepresidente della Commissione europea e commissario responsabile di Industria e imprenditoria, incarico che ha ricoperto dopo esser stato vicepresidente della Commissione europea e commissario ai Trasporti da maggio 2008 a febbraio 2010.

Il gradimento da parte dei suoi colleghi del Ppe gli ha aperto la strada a alla vicepresidenza del Partito popolare europeo sin dal 2002, con il congresso di Estorile. Ruolo riconfermato al congresso di Roma nel 2006 e poi ancora al congresso di Bonn nel 2009 e ancora a Bucarest nel 2012.

In un’intervista rilasciata una settimana fa, Tajani, in clima da fairplay con il suo principale avversario, aveva sottolineato l’importante occasione a disposizione del nostro Paese. “Sarebbe una grande opportunità eleggere un presidente italiano al Parlamento europeo” – spiegava l’allora candidato alla carica -. “Significherebbe bilanciare una situazione all’interno dell’Unione europea che è sempre stata molto orientata verso il Nord dell’Ue”. Aspetto sottolineato anche dal Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, nel tweet con cui si è congratulato con i due sfidanti.

 

 

E c’è proprio l’Italia nelle prime parole pronunciate subito dopo l’elezione. Tajani ha infatti dedicato il risultato “alle vittime del terremoto che ha colpito il mio Paese e che ancora vivono momenti di difficoltà”. Il nuovo presidente del Parlamento Ue ha anche ricordato le vittime del terrorismo, i senza tetto e chi e senza lavoro. “Prestare grande attenzione a coloro che sono in difficoltà – ha detto – è il messaggio migliore che può partire da Strasburgo verso i nostri concittadini”

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