Chi è Donatella Di Cesare e perché aveva la scorta

Focus

Revocata la scorta alla studiosa della Shoah nel mirino dei nazisti senza alcuna motivazione, perché?

Era il marzo 2015 quando la professoressa Donatella Di Cesare, filosofa e docente alla Sapienza, è finita sotto protezione.  A dare ‘fastidio’ i suoi libri e le sue parole sulla Shoah: “Non immaginavo che pubblicare libri e articoli comportasse certi rischi. Ma mi conosco, e so che non smetterò di scrivere”. Così diceva in un’intervista al sito il Libraio.it a cui aveva anche raccontato il motivo che aveva portato la Questura a prendere una decisione così drastica.

“Da tempo ricevo mail di minacce, e so che il mio nome circola in alcuni siti di estrema destra. Finora non ho mai ricevuto minacce dal vivo, e alla Sapienza mi sono sempre sentita al sicuro. Ma ho l’impressione che la Questura sappia di più sulle minacce nei miei confronti e che abbia preferito non fornirmi ulteriori dettagli per non allarmarmi”. E così gli anni sono passati in un clima di inquietudine e insicurezza, poi alla fine di maggio 2018 una svolta inaspettata.

Come lei stessa racconta al Corriere della Sera, quotidiano con cui collabora,  si è presentato un ufficiale della Procura di Roma per informarla che le sarebbe stata tolta la scorta: “Per carità, sono lieta di essere una cittadina libera. Ma nessuno mi ha spiegato perché. È una modalità quantomeno inquietante”, commenta Di Cesare. Che aggiunge: “Se quei pericoli adesso sono venuti meno, io sono la prima ad esserne ben contenta. Quello che mi preoccupa è il fatto che nessuno mi ha informato se è davvero così. E soprattutto questo avviene in un periodo in cui è nato un nuovo governo, che ha deciso proprio di rivedere il sistema delle scorte”. Un caso?

 

In un tweet la professoressa ha scritto:

 

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli