Chiamparino: “Salvini indecente, sta calpestando lo stato di diritto”

Focus

Intervista al presidente della Regione Piemonte: “Le dichiarazioni di Francesco Polacchi sul fascismo sono inaccettabili, gravissimo che il ministro non intervenga”

Presidente Chiamparino, allora, cosa sta succedendo al salone del libro?
“Il Salone del Libro è sempre stato un libero spazio di discussione e di confronto tra tesi diverse, anche opposte, in cui tutti hanno sempre espresso liberamente le proprie opinioni. Ma le dichiarazioni fasciste del signor Francesco Polacchi, responsabile della casa editrice Altaforte, sono la goccia che fa traboccare il vaso. Non si può accettare che dichiari che è fascista, che Benito Mussolini è stato il più grande statista del secolo e che un po’ di dittatura non fa male. E’ ora di dire basta, con gli strumenti dello stato di diritto, a questo proliferare di manifestazioni antidemocratiche. Per questo stamattina, in contemporanea con la sindaca Appendino, ho firmato un esposto alla Procura della repubblica di Torino per apologia di fascismo e violazione delle leggi Scelba e Mancino. Ora la magistratura farà la sua parte”.

E’ preoccupato di questo proliferare di manifestazioni nostalgiche?
“Ciò che mi preoccupa è vedere scene come quelle di ieri, nei confronti della famiglia rom romana che voleva entrare nella abitazione legittimamente assegnatale sulla base della legge italiana, a Casal Bruciato. Sono scene che per violenza verbale, minacce, odio verso il diverso, ricordano i pogrom. C’è da rabbrividire, c’è in giro chi usa un linguaggio che tende a stimolare gli istinti peggiori che ognuno ha dentro – perché ci sono – e chi usa organizzazioni come Casa Pound da braccio armato per i suoi obbiettivi politici. C’è chi sta innaffiando quotidianamente i semi di un potenziale totalitarismo, che vuol far vivere le nostre comunità non più sul riconoscimento e rispetto reciproco, ma sull’inseminazione dell’odio contro gli altri, trasformati nella causa dei propri problemi. E’ un meccanismo folle, chi lo adotta si sta assumendo una gravissima responsabilità”.

Si riferisce a chi dovrebbe intervenire per il suo ruolo istituzionale?
“In questa situazione, di fronte a fatti di questo genere, mi aspetterei una presa di posizione netta e a favore della democrazia da parte del governo, penso in particolare al ministro dell’Interno. Trovo indecente che non senta il dovere di far pesare la sua autorevolezza istituzionale per intervenire e dire la sua, in modo netto ed esplicito, dalla parte di quella famiglia di rom che ha piena legittimità a entrare nella casa che le è stata assegnata. Chi dovrebbe far rispettare la legge se non il ministro dell’interno? Come mi colpisce il suo silenzio sulla vicenda del Salone del Libro. Il ministro dell’Interno, al rispetto del suo ruolo istituzionale, preferisce una campagna elettorale permanente in cui minaccia politicamente di mandare a casa una volta il presidente della Regione Piemonte, l’altra il sindaco di Firenze. Ma vi pare normale questo atteggiamento da parte di chi dovrebbe istituzionalmente garantire l’imparzialità della competizione elettorale? Quale altro ministro dell’Interno del passato si sarebbe comportato così? La verità è che nei comportamenti e nei fatti l’attuale ministro dell’Interno sta picconando lo stato di diritto”.

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