Olimpiadi a Torino: il consiglio dice sì, ma restano i mal di pancia

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La sindaca mette le mani avanti: “A oggi nessuno è in grado di dire se siamo nelle condizioni o no di farle”

Dopo le polemiche e gli strappi all’interno del Movimento 5 stelle, oggi il consiglio metropolitano si è espresso.

Una mozione unitaria che impegna la sindaca metropolitana di Torino Chiara Appendino ad adoperarsi per presentare al Coni entro il 31 marzo la manifestazione d’interesse a ospitare le Olimpiadi invernali 2026. Il consiglio metropolitano si è pronunciato, all’unanimità, per il sì ad avviare il percorso verso l’ipotesi di candidatura, unendo in poco più di una pagina le due mozioni che erano state depositate l’una da centrosinistra e centrodestra insieme, l’altra da M5s.

Subito dopo, dando la notizia, la sindaca precisa che ancora non si tratta di una candidatura: “Sono ben lieta di inviare una manifestazione d’interesse ma è giusto distinguerla da una candidatura per non creare false aspettative, perché ci sono processi che non dipendono da noi e perché non si decide a scatola chiusa. Il risultato di oggi è stato prendere atto che c’è l’interesse e che ci impegniamo a lavorare per portarlo avanti e trasformarlo in candidatura”.

La precisazione arriva perché la certezza di riuscire a organizzarle ancora non c’è, come ha ammesso la sindaca stessa poco prima del voto. Dopo tutti i problemi che si sono scatenati all’interno del Movimento, la sindaca evidentemente ha ancora le mani legate e cerca di restare sul vago e di non fare annunci o dichiarazioni roboanti. “A oggi – ha detto Appendino – nessuno è in grado di dire se siamo nelle condizioni o no di fare le Olimpiadi, dobbiamo verificare le condizioni e su queste capire se sono un’opportunità o no e provare a costruire un modello diverso. Non possiamo dire sì a scatola chiusa, per questo serve la manifestazione d’interesse”.

Insomma, la sindaca di Torino per ora prende tempo: c’è stato “un cambio di paradigma e bisogna vedere se questo piace ai territori e a chi deve decidere. Deve anche essere rispettato chi ha delle perplessità”.

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