Il ciclone Trump si abbatte su Londra

Focus

Il presidente americano si lancia in deliranti insulti nei confronti del sindaco Sadiq Khan. Si attendono oltre 250mila persone nelle strade della Capitale per protestare contro la visita

Il ciclone Trump si abbatte su un Regno Unito (politicamente) a pezzi. E’ noto come il presidente americano abbia deciso da tempo di utilizzare la Gran Bretagna come cavia del suo tentativo di egemonizzare il suo brutale pensiero politico. E ogni volta che il tycoon si reca in visita a Londra, ne succedono di tutti i colori. L’ultima di una lunga serie di polemiche ha come obiettivo il sindaco di Londra Sadiq Khan, colpevole di non aspettare il presidente propriamente a braccia aperte.

A lui Trump ha dedicato l’ultimo tweet prima che l’aereo presidenziale atterrasse a Stansted. Un pensiero, che, come al solito, viola le regole minime di convivenza e di rispetto umano e politico: “Sadiq Khan, che sulla base di tutte le informazioni, ha fatto un terribile lavoro come sindaco di Londra, è stato stupidamente ‘sgradevole’ con il presidente in degli Stati Uniti, di gran lunga il più importante alleato del Regno Unito. È un gelido perdente che dovrebbe concentrarsi sul crimine a Londra, non su di me. Mi ricorda molto il nostro molto ottuso e incompetente sindaco di New York, De Blasio, che ha anche fatto un lavoro terribile”.

Parole che hanno incontrato l’immediata replica del primo cittadino di Londra, che ha parlato per bocca del suo portavoce: “Trump è l’esempio più eclatante della crescente minaccia dell’estrema destra nel mondo. I giudizi espressi su Twitter sono qualcosa di molto più grave di insulti infantili non degni del presidente degli Stati Uniti. Sta mettendo a rischio i valori fondamentali che hanno definito le nostre democrazie liberali per più di 70 anni”.

Il sindaco di Londra non è l’unico a non gradire (per usare un eufemismo) i modi di Trump. Jeremy Crobyn, leader del partito laburista, ha declinato l’invito alla cena di Stato, ritenendo inadeguato stendere il tappeto rosso per onorare un presidente “che strappa i trattati internazionali vitali, supporta la negazione del cambiamento climatico e l’uso della retorica razzista e misogina”. Ma oltre a loro due, nell’arco dei tre giorni di visita ufficiale, sono attese fino a 250mila persone alle diverse manifestazioni di proteste annunciate.

Chi invece vede in Trump una spalla ideale è Boris Johnson, ex sindaco di Londra ed ex ministro degli Esteri, uno dei più probabili successori di Theresa May che, in seguito al fallimento della trattative sulla Brexit, lascerà la sua carica di primo ministro il prossimo 7 giugno. Non è un caso che Johnson abbia deciso di lanciare la propria candidatura in questi giorni, dopo che lo stesso Trump l’ha definito il nome migliore per Downing Street. Non è un mistero che il presidente Usa sia da sempre uno strenuo sostenitore della Hard Brexit in ottica anti-europea, tanto da arrivare ad affermare che “i negoziati dovrebbero essere condotti da Nigel Farage e il Regno Unito dovrebbe uscire senza pagare un euro”.

Insomma, un vero e proprio terremoto si abbatterà su Londra in questi giorni. Chissà se Theresa May, che nel 2016 fu accolta da Trump a Washington appena dopo l’elezione con la medaglia di partner privilegiato e oggi si ritrova già ai margini della vita politica del Paese, indicata da Trump come una leader fallimentare e pronta a ritirarsi ai margini della vita pubblica.

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