Calcio e affari. La Cina gioca la sua partita

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Ad aprile entrerà intanto in vigore lo scudo Ue sugli investimenti cinesi

Il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, e il presidente della National Development and Reform Commission cinese, He Lifeng, hanno firmato a Villa Madama il Memorandum d’Intesa tra Italia e Cina sulla collaborazione nell’ambito della “Via della Seta”. Alla cerimonia hanno presenziato il premier Giuseppe Conte e il presidente cinese Xi Jinping.

I due Paesi, ha detto Conte a Xi, devono “impostare relazioni più efficaci e costruire meglio rapporti che sono già molto buoni”.

Ieri Xi ha incontrato il capo dello Stato Sergio Mattarella. I due presidenti hanno sottolineato la necessità dello sviluppo delle relazioni bilaterali tra Italia e Cina, attraverso il rafforzamento della cooperazione nel settore delle infrastrutture, del trasporto marittimo, degli scambi culturali e del turismo, con l’adesione dell’Italia alla Nuova via della Seta nel contesto però delle linee guida tracciate dall’Unione europea.

Il tema per il Pd rimane uno: coordinare i rapporti dell’Ue con la Cina ma con la tutela di asset strategici italiani ed europei.

“E’ giusto che l’Italia abbia dei rapporti con un partner eccezionale come la Cina, per crescere e svilupparli, ma l’Italia ha fatto una gaffe enorme mettendosi di fatto isolata in Europa rispetto ai nostri principali alleati” ha detto a Policoro (Matera) il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, a margine di un’iniziativa elettorale a sostegno del candidato governatore del centrosinistra, Carlo Trerotola. Secondo Zingaretti, “di fronte a questo appuntamento abbiamo ancora una volta avuto un Governo che non è riuscito a fare bene quello che andrebbe fatto, e cioè un’interlocuzione innanzitutto di concerto con i nostri alleati storici che, ripeto – ha concluso – è forse anche quello che si aspetta la Cina”.

Lungo l’elenco di ambiti interessati dagli accordi per la nuova via della seta, tra cui investimenti infrastrutturali congiunti nei settori del trasporto marittimo, dei porti e della logistica.Ma non mancano i timori sulla sicurezza italiana, insieme alla collocazione euro-atlantica del nostro Paese. I porti, infatti, al di là degli interessi commerciali, potrebbero essere utilizzati anche per scopi militari.

Xi intanto ha parlato di “partnership strategica” con l’Italia, sottolineando che ci saranno “scambi commerciali e investimenti nei due sensi”. Tra gli accordi, si lavora anche sul calcio: la Figc firma una lettere di intenti per alcune gare di Serie A in Cina e la formazione per la Var dall’Italia entro il triennio.

L’obiettivo del governo cinese è ottenere i Mondiali del 2026 o del 2030 e la partnership con una nazione calcisticamente importante come l’Italia è vista da Pechino come un fattore chiave in quest’ottica. L’intesa prevederebbe anche l’inserimento nei centri territoriali federali della Figc di giovani promesse cinesi che vengono a formarsi in Italia a 360 gradi, non solo a livello calcistico ma anche didattico, con l’inserimento nel professionismo di formazione.

E dall’Europa arriva il consiglio di Macron che avverte Conte: “Se ci si vuole muovere come potenza, serve coordinamento europeo. Lavorare come piccoli club non è un buon approccio. Pechino è rivale sistemico dell’Ue, oltre che partner economico”.

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