Cinerisate di Natale? Rivogliamo Albertone

Focus

Escono i film di Aldo, Giovanni e Giacomo, di Lillo &Greg, quello con De Sica, poi Siani: ma i “natalizi” italiani hanno copioni esili e regie modeste

Bollettino natalizio del cinema italiano: domani, 15 dicembre, escono Natale a Londra. Dio salvi la regina con Lillo & Greg (il cinepanettone di De Laurentiis), Poveri ma ricchi con Christian De Sica e Fuga da ReumaPark con Aldo Giovanni & Giacomo. Mister Felicità, di e con Alessandro Siani, attende l’1 gennaio (la stessa tattica adottata l’anno scorso da Checco Zalone per Quo vado?). Un Natale al Sud con Boldi è in sala dall’1 dicembre.

Pronostico secco: il miglior incasso lo farà Siani, scommettiamo? Ma siamo altrettanto pronti a scommettere che tutti questi film messi assieme non incasseranno la metà di Quo vado?.

Ieri abbiamo visto Fuga da Reuma Park. Eravamo curiosi, ma anche sospettosi. La gag dei tre vecchietti litigiosi e rimbambiti, che si ritrovano sulla panchina del parco a rimpiangere i bei tempi, era un cavallo di battaglia di Aldo Giovanni & Giacomo fin dai loro esordi. La terza età è ancora lontana, ma i tre non sono più giovanotti: girano intorno ai 60 anni (Giacomo Poretti è del ’56, Giovanni Storti del ’57, Aldo Baglio del ’58). Non siamo ancora alla panchina dei giardinetti, ma certo è giunto il momento di un bilancio e gli anni di carriera (in trio) sono 25. Fuga da Reuma Park è appunto un film-bilancio. Solo che non è un film.

Nella prima sequenza Ficarra & Picone, gemelli omozigoti palermitani, abbandonano papà Aldo in un ospizio. Solo che l’ospizio, per motivi imperscrutabili, è un luna-park trasformato in lager per anziani e gestito da una kapò russa simil-matrioska. Qui Aldo incontra prima Giovanni, poi Giacomo: sono tutti rinchiusi lì, incarogniti con la sorte e decisi alla fuga. Per motivi ancora più misteriosi molti altri ospiti del luna-park sono “cloni”dei tre: è una scusa per riproporre vecchi sketch, dal dj Giovanni al trio dei sardi (poi arriveranno anche la tv svizzera e molte altre autocitazioni).

Sempre per motivi vieppiù oscuri, le tv del parco trasmettono spezzoni dei vecchi spettacoli teatrali del trio: eccoli dunque nei panni dei turisti in alta montagna, e nel mitico sketch del grande saggio Pdor, figlio di Khmer, della tribù di Istar…insomma, ci siamo capiti: uno dei più geniali pezzi comici del Novecento (esageriamo? Massì, esageriamo) che però il pubblico ha visto in teatro e può rivedersi gratis su youtube. La grande domanda è: perché pagare il biglietto del cinema per vedere Aldo Giovanni & Giacomo che rifanno stancamente se stessi, o addirittura riciclano se stessi in vecchi spettacoli e in vecchi filmati? Dove si nasconde il problema? Forse nell’idea stessa di celebrazione.

Forse i comici non dovrebbero celebrarsi, perché il comico vive della cosa più effimera, soggettiva e momentanea che esista: la risata. Se la risata vien meno, il comico è morto. Alberto Sordi fece, a un certo punto della carriera, una clamorosa celebrazione di se stesso con il programma tv Storia di un italiano: ma c’erano delle differenze. La prima: era Sordi, un monumento, e poteva fare ciò che voleva. La seconda: fece un centone delle proprie interpretazioni senza però inserirle in un contesto senile o comunque nostalgico. La terza: ottenne di fatto qualcosa che andava oltre la comicità e sfociava nella sociologia, nel ritratto a tutto tondo di un Paese intero.

Tra l’altro Sordi era un comico realista, lavorava sul costume, sull’identità sociale dei suoi personaggi; Aldo Giovanni & Giacomo sono comici surreali che non hanno mai avuto ambizioni di rappresentazione “sociologica”. Questo da un lato giustifica la natura totalmente surreale di Fuga da Reuma Park, dall’altro però la indebolisce, lasciandola “appesa”, forse perché non si è lavorato abbastanza in fase di sceneggiatura sugli spunti utili ad inserire i vecchi brani nella nuova storia. E qui si giunge al vero problema: l’esilità dei copioni e la modestia delle regie che caratterizza ormai quasi tutti i film “natalizi” italiani.

Anche Checco Zalone è arrivato a un film narrativamente solido, e girato in modo accettabile, solo con Quo vado?. Il Natale comico italiano non si presenta davvero bene. Poi sarà inutile lamentarsi se lo spin-off di Star Wars o il cartoon Pixar-Disney Oceania ci faranno a pezzi.

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