La politica delle scarpate

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Ciocca Moscovici scarpa

Aggressione al commissario europeo Moscovici: “Attenzione alla violenza fascista”. Renzi: Per i giornalisti internazionali è una farsa, per le famiglie italiane una tragedia”

Angelo Ciocca, chi era costui? Il parlamentare europeo leghista che ieri si è reso protagonista del brutto episodio della scarpa sbattuta sui documenti di Moscovici, non è proprio un Carneade qualsiasi – con tutto il rispetto per il filosofo e oratore greco – perché in realtà era già salito alle cronache nazionali, e non proprio per meriti patriottici e nemmeno per progetti e imprese memorabili.

Vedremo perché. Intanto riandiamo al video dell’aggressione subita dal commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici, dipinto da leghisti e 5 Stelle come il nemico numero uno degli italiani (come prendersela con l’arbitro, perché chiede che le squadre rispettino le regole del giuoco).
La conferenza stampa della Commissione europea per annunciare la bocciatura della manovra dell’Italia si è appena conclusa. Sono terminate le domande dei giornalisti e l’eurodeputato Ciocca si avvicina al palco, si toglie una scarpa e imbratta le carte di Moscovici. Subito dopo scrive su Twitter: “A Strasburgo ho calpestato (con una suola Made in Italy!!!) la montagna di bugie che Moscovici ha scritto contro il nostro paese!!! L’Italia merita rispetto e questi Euroimbecilli lo devono capire, non abbassiamo più la testa!!!”.

 

Non abituiamoci alla violenza

Stamattina, Moscovici ha commentato anch’egli con un tweet: “L’episodio della ‘scarpa Made in Italy’ è grottesco. In un primo momento abbiamo sorriso e banalizzato perché è ridicolo, ma poi ci si abitua a una sorda violenza simbolica e un giorno ci svegliamo con il fascismo. Restiamo vigili! La democrazia è un tesoro fragile”. Parlando poi ai microfoni della radio francese Europe 1, Moscovici ha aggiunto: “È un provocatore, è un fascista per dire le cose in modo molto chiaro. Vediamo il germe di una violenza simbolica, inammissibile”.
Il commissario europeo ha sottolineato come il comportamento di Coccia sia indegno della funzione di deputato: “Sono persone che attaccano una forma di democrazia basata su delle regole, sul rispetto delle istituzioni e delle libertà”.
Matteo Renzi, stamattina ha twittato così: “L’Europa boccia la manovra e la reazione leghista è immediata: un eurodeputato pesta in diretta ‘con una scarpa Made in Italy’ gli appunti del Commissario Europeo. Siamo oltre il ridicolo. Per i giornalisti internazionali è una farsa, per le famiglie italiane è una tragedia”.

 

Record di preferenze e conoscenze poco raccomandabili

Ma chi è Angelo Coccia? Chiamato il ‘bull dog’ della Lega, quarantatré anni, leghista della prima ora, ex assessore del piccolo comune pavese di San Genesio ed Uniti, diventa poi consigliere regionale in Lombardia nel 2010, con il maggior numero di preferenze (quasi 19 mila voti), sbaragliando addirittura il ‘trota’, Renzo Bossi, figlio del fondatore della Lega.

Questo recordman delle preferenze leghiste, pur non essendo mai stato indagato o condannato, finisce agli onori delle cronache nazionali per un episodio certo non edificante. Il Fatto Quotidiano, il 16 luglio 2010, titola: “La Lega e la ‘ndrangheta, incontri elettorali con un consigliere regionale. Si tratta di Angelo Ciocca. Il politico, non indagato, avrebbe traghettato i voti del Carroccio su un candidato delle cosche. Con il padrino si è incontrato a Pavia”.
Lo ‘scarpista’ della Lega non è nuovo a gesti che fanno guadagnare la facile ribalta. Durante l’ultima campagna elettorale per le Europee, si è fatto riprendere in video mentre distrugge a martellate una slot-machine. Pochi giorni dopo, si reca in ospedale da un albanese che, in un tentativo di furto, era stato ferito da una pallottola, e gli presenta il conto di quanto è costato all’erario pubblico salvargli la vita.

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