Cittadinanza e Costituzione, un investimento sul futuro dei ragazzi

Focus

La proposta di legge che abbiamo depositato mantiene la trasversalità dei percorsi ma rafforza al contempo questo insegnamento

Chiara Saraceno, su la Repubblica di oggi, scrive una riflessione molto bella sulla necessità che l’educazione al rispetto, non solo delle regole, ma di sé e degli altri, sia trasversale ai processi formativi e non affidata a una materia specifica. Dice molto chiaramente, dunque, che la proposta di legge depositata dalla Lega che prevede l’introduzione dell’ora di educazione civica non è sufficiente a dare ai ragazzi gli strumenti necessari per imparare le regole della convivenza civile, dal rispetto degli altri all’impegno per il bene comune e, più in generale, per affrontare la complessità dei nostri giorni. Descrive, inoltre, il paradosso di una proposta che è il frutto di un’iniziativa di chi, da mesi, pratica una sistematica aggressione ai principi della convivenza comune e alle regole dello stare insieme, segnalando il rischio che tali insegnamenti -nella mente dei proponenti- potrebbero valere solo per alcuni, in una società sempre più arrabbiata ed escludente.

Oggi è fondamentale porre al centro della discussione il tema del rafforzamento delle competenze di cittadinanza dei nostri studenti e la necessità di una conoscenza più approfondita delle istituzioni che riavvicini i giovani alla responsabilità pubblica, ai diritti e ai doveri di ogni cittadino, alle regole della comunità in cui vivono ma l’introduzione dell’ora obbligatoria di educazione civica non è la risposta a questa esigenza.

Parlo da prof e non da legislatore. Parlo da chi ha vissuto la scuola ogni giorno e condivide il sentimento di urgenza rispetto al tema del rafforzamento delle competenze di cittadinanza. Per questo, ho depositato una proposta di legge al Senato per introdurre la valorizzazione dei percorsi di Cittadinanza e Costituzione -che già Ministra Valeria Fedeli, firmataria insieme a me della proposta, aveva cominciato a fare – e che raccoglie anche parte delle idee elaborate in questi mesi dai Millenials che hanno voluto porre l’accento sulla questione lavorandoci con grande passione. Non si tratta di aggiungere un’ora in più perché siamo convinte che le competenze di cittadinanza siano trasversali e non possano essere maturate da uno studente solo grazie alla tradizionale lezione in classe affidata a un unico insegnante per un’unica ora settimanale. Ci sono nelle nostre scuole molte buone pratiche che funzionano dove i responsabili della formazione dei ragazzi non sono solo i docenti di diritto o di storia e filosofia, ma lo sono tutti gli insegnanti che contribuiscono ad attivare percorsi disciplinari trasversali o interventi didattici non curricolari. Abbiamo guardato alle numerosissime esperienze didattiche che vengono spesso adottate con successo dai consigli di classe o perseguite con tutti gli strumenti previsti dall’autonomia scolastica, anche in collaborazione con altre istituzioni e con il territorio e siamo partite da lì.

Oggi, Cittadinanza e Costituzione non è presente come una disciplina a sé stante, ma le sue attività e insegnamenti coinvolgono in modo trasversale tutti gli ambiti disciplinari: la conseguenza è che in ogni grado e ordine mancano dei chiari risultati di apprendimento da realizzare. La proposta di legge che abbiamo depositato mantiene la trasversalità dei percorsi ma rafforza al contempo questo insegnamento, introducendo il voto espresso dal consiglio di classe, cioè una valutazione specifica ma trasversale dei risultati di apprendimento.

La lezione tradizionale, basata su contenuti e in un curricolo scolastico tra i più complessi e articolati del panorama europeo, non è lo strumento migliore per favorire l’acquisizione di competenze complesse. Crediamo, invece, che servano investimenti per rinnovare l’organizzazione scolastica, puntando con sempre maggiore convinzione sull’autonomia, e sugli ambienti di apprendimento dal punto di vista strutturale e della relazione con il territorio. L’autonomia è la chiave per accendere il motore delle nostre scuole che devono essere messe nelle condizioni di realizzarla attraverso strumenti finanziari adeguati, formazione continua dei docenti, potenziamento dell’organico dell’autonomia, la flessibilità concessa dalla Buona Scuola e una relazione costante con le altre agenzie formative.

La risposta ai problemi di oggi non è da cercare nel passato e nella tradizione ma nel futuro, nell’innovazione, nella rete e nella condivisione dei processi.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli