Dichiarazione dei redditi online 2017. Sempre più facile. Ecco le novità

Focus

A partire da oggi è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate la dichiarazione dei redditi precompilata per circa 30 milioni di contribuenti

Il sistema di donazioni è ai più sconosciuto. E’ bene ricordare la possibilità di compiere un atto di generosità, senza alcun costo aggiuntivo. Inoltre, è utile sapere che, non scegliendo a chi donare la quota IRPEF, la somma viene automaticamente destinata allo Stato. Sono tre le forme di donazione previste: 2×1000, 5×1000 e 8×1000. Non si tratta di alternative e si può scegliere un destinatario per ognuna di esse.

2×1000

A partire dal 2014, in concomitanza con l’abolizione del Finanziamento Pubblico, i cittadini possono donare il 2×1000 ai partiti politici. Da allora la sigla più utilizzata è stata “M20” ovvero quella che fa riferimento al Partito Democratico, che ha raccolto circa il 50% delle donazioni complessive.

Attraverso questo sistema basato sul principio della trasparenza il contribuente può sostenere un partito politico senza dover affrontare alcun costo aggiuntivo, garantendogli così la sopravvivenza e al contempo assicurando al Paese il mantenimento della democrazia e la pluralità nella rappresentanza. Tra le formazioni politiche che hanno accesso alla quota ci sono, naturalmente, tutte quelle principali. Fa eccezione il Movimento 5 Stelle che, come noto, non si ritiene un partito e di conseguenza non rispetta l’obbligo di presentare un bilancio certificato.

Oltre alla trasparenza, la donazione ai partiti del proprio 2×1000 assicura anche la tutela della privacy dei donatori, proprio per questa ragione vengono usati i codici.

5×1000

Il 5×1000 è la quota delle imposte sul reddito che si può devolvere a ONLUS (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale), enti di ricerca e volontariato, associazioni socialmente utili, centri sportivi o culturali, nonché istituzioni volte a tutelare il patrimonio artistico o il paesaggio. Nel corso degli anni, i contribuenti hanno accordato la maggioranza delle preferenze all’AIRC , l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.

8×1000

Forse la più nota tra le forme di donazione, l’8×1000 rappresenta la quota delle imposte IRPEF che è possibile destinare allo Stato o alle confessioni religiose. La Chiesa Cattolica, da sempre, è quella che riceve la fetta più grande della torta, poiché favorita da quello che può essere definito “meccanismo di indifferenza” e che riguarda le quote non espresse. Non è però l’unico soggetto destinatario: ci sono anche la Chiesa Valdese, l’Unione delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno, le Assemblee di Dio, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, la Chiesa Evangelica Luterana, l’Unione Cristiana Evangelica Battista, la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia ed esarcato per l’Europa Meridionale, la Chiesa Apostolica, l’Unione Buddhista Italiana, l’Unione Induista Italiana e l’Istituto Buddhista Italiano Soka Gakkai.


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Pagare le tasse non è mai un piacere non solo perché si rinuncia ad una parte sostanziosa dei redditi prodotti durante l’anno con tanta fatica, ma per la miriade di adempimenti burocratici ai quali si è costretti per saldare i conti con il fisco. Se sul primo punto c’è poco da fare, sul secondo da tre anni a questa parte si stanno facendo dei passi in avanti per semplificare il rapporto con l’erario. Tutto ciò grazie al digitale. A partire proprio da oggi è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate la dichiarazione dei redditi precompilata per circa 30 milioni di contribuenti.

Al modello precompilato si accede attraverso l’area riservata del sito dell’Agenzia, www.agenziaentrate.gov.it, in vari modi: con il nome utente, la password e il pin dei servizi rilasciati dalla stessa Agenzia, utilizzando la Carta Nazionale dei Servizi, attraverso le credenziali rilasciate dall’Inps, oppure quelle del portale NoiPa (per i dipendenti pubblici), nonché tramite Spid, il nuovo Sistema pubblico di identità digitale, che consente di utilizzare le stesse credenziali per tutti i servizi online delle pubbliche amministrazioni e delle imprese aderenti.

Per il momento è possibile consultare le informazioni già inserite. Dal 2 maggio prossimo, invece, sarà consentito modificarle o integrarle prima di presentare la dichiarazione definitiva entro il il 24 luglio, nel caso del modello 730, o entro il 2 ottobre, nel caso del modello Redditi. Il criterio guida è quello di evitare di chiedere ai contribuenti le informazioni di cui l’Amministrazione è già in possesso. Un principio più volte sancito dalla normativa italiana sulla PA che stenta a decollare a causa della difficoltà di mettere in rete le varie articolazioni dello Stato.

La diffusione delle moderne tecnologie della comunicazione ha però consentito di fare molti progressi. Anche quest’anno, infatti, si riduce ulteriormente la quantità di carte richieste al contribuente in sede di dichiarazione. Si tratta delle spese sanitarie detraibili. Nell’apposita sezione si troveranno quelle per l’acquisto di farmaci presso farmacie e parafarmacie, quelle sostenute per le prestazioni di ottici, psicologi, infermieri, ostetriche, tecnici sanitari di radiologia medica e strutture autorizzate a fornire i servizi sanitari. Senza che il contribuente sia costretto a scartabellare dentro il proprio archivio personale, in questo spazio troverà le spese veterinarie comunicate da farmacie, parafarmacie e veterinari.

Tra le spese detraibili già indicate nel modello precompilato anche quelle per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni dei condomini, comunicate dagli amministratori di condominio.

Oltre alle suddette novità, sono confermati i dati già presenti negli anni scorsi, come gli interessi passivi sui mutui, i premi assicurativi, i contributi previdenziali e assistenziali, i contributi versati per i lavoratori domestici, le spese universitarie e i relativi rimborsi, le spese funebri, i contributi versati alla previdenza complementare e i bonifici riguardanti le spese per interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica degli edifici.

I contribuenti ai quali non è stata fornita la precompilata potranno avvalersi comunque dell’applicazione web per compilare e presentare la dichiarazione dei redditi. Lo stesso potranno fare, a partire dal 2 maggio, gli eredi di persone decedute per i quali deve essere presentata la dichiarazione. Dopo aver effettuato l’accesso all’applicazione con le proprie credenziali, potranno indicare il codice fiscale della persona deceduta per la quale intendono presentare la dichiarazione e compilare il modulo. Anche se tali contribuenti avranno sempre l’onere di reperire tutte le pezze d’appoggio necessarie, potranno comunque presentare il modello online senza intermediazioni e file agli sportelli.

La dichiarazione dei redditi online non sostituisce le tradizionali modalità di presentazione.  Resta, infatti, ferma la possibilità di delegare un professionista o di rivolgersi ad un Caf.
Per venire incontro alle esigenze dei contribuenti l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei cittadini diversi canali di assistenza, tra cui un sito internet dedicato, raggiungibile all’indirizzo https://infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it, dove sono presenti anche le Faq con le risposte alle domande più frequenti. Inoltre, sono sempre disponibili i numeri dell’assistenza telefonica: 848.800.444 da rete fissa, 06 966.689.07 da cellulare e +39 06.966.689.33 per chi chiama dall’estero, operativi dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 17 e il sabato dalle ore 9 alle ore 13. Per le informazioni sintetiche che non prevedono risposte articolate, è possibile mandare un sms al numero 320.430.84.44. Infine, è possibile prenotare un appuntamento in ufficio, anche tramite il sito dell’Agenzia.

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