Il comizio di Toninelli: tanta propaganda e zero risposte per Genova

Focus

L’audizione in Commissione si trasforma in un confuso attacco nei confronti dei governi precedenti e del nemico pubblico. La solita fuffa, insomma

Alla fine è andata come in tanti si aspettavano. L’attesa audizione in commissione Infrastrutture e Trasporti del ministro Danilo Toninelli si è rivelata l’ennesima occasione per fare propaganda contro i governi precedenti, contro il nuovo nemico pubblico (i beneficiari delle concessioni autostradali) e contro le grandi opere. In tutto questo, nessuna risposta concreta per Genova, nessuna visione strategica per il futuro.

“L’informativa del ministro Danilo Toninelli – afferma la parlamentare del Pd Raffaella Paita – è stata l’ennesimo comizio, volto a spostare l’attenzione dei cittadini dalle questioni fondamentali a quelle propagandistiche. Il ministro ha approfittato del suo ruolo per attaccare i governi precedenti , ma non ha dato alcuna risposta credibile per Genova. Ha parlato di revoca delle concessioni autostradali ma non ha detto chi gestirà e pagherà il contenzioso, facendo addirittura un passo indietro sulla vagheggiata nazionalizzazione. Non ha detto né quando verrà costruito il nuovo ponte, né chi se ne assumerà le spese e le responsabilità. Non ha detto come il governo intenda sostenere le famiglie sfollate e le attività produttive. E soprattutto non ha offerto alcuna visione strategica per la città, omettendo volutamente di parlare della Gronda e del Terzo Valico, opere di cui, oggi più che mai, Genova e la Liguria hanno un bisogno vitale. Come parlamentari Pd – conclude Paita – chiediamo urgentemente una legge speciale per Genova, che si occupi di ridare un futuro alla città, visto che la propaganda vuota di Lega e Cinque Stelle non è in grado di fornire alcuna risposta concreta ai cittadini”.

La collega Enza Bruno Bossio alza il tiro: “Toninelli, dopo tredici giorni dalla tragedia di Genova, si è limitato a leggere un bollettino dell’Aiscat invece di spiegare cosa il governo voglia fare per ridare un futuro alla città e alla Regione. Nessuna risposta su come affrontare l’emergenza legata alla viabilità cittadina, all’assistenza degli sfollati e al sostegno delle attività produttive. Nessuna visione strategica sulle opere necessarie per dare una soluzione stabile a livello infrastrutturale. L’informativa si è trasformata in un comizio, così non si risolvono i problemi del Paese“.

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