Commissione banche, via libera di Mattarella ma con paletti

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Il capo dello Stato promulga la legge ma scrive alle Camere: “Il Parlamento è sovrano, ma no al controllo sul credito”

Alla fine arriva il via libera del Quirinale sulla legge che istituisce la commissione banche. Dopo le perplessità delle ultime ore, Mattarella ha deciso di promulgare la legge. Ieri il Capo dello Stato, preoccupato che la Commissione d’inchiesta si possa trasformare in un attacco frontale a Bankitalia, ha voluto incontrare anche i presidenti di Camera e Senato, oltre al governatore di Bankitalia Ignazio Visco.

La preoccupazione è chiara: evitare che questo strumento venga usato per delegittimare tutto il sistema, diventando quindi un veicolo di campagna elettorale in vista delle europee.

Perplessità che vengono confermate dalla dura lettera con cui Mattarella ha voluto accompagnare la firma del provvedimento, con la quale ha posto una serie di “paletti” sull’attività dell’organismo parlamentare, chiedendo ai presidenti delle Camere di vigilare su alcuni rischi.

Primo fra tutti i rischi sull’erogazione del credito e l’indipendenza di una serie di istituzioni che vanno da Bankitalia alla Bce, dalla Consob all’Ivass.

Per il capo dello Stato occorre evitare che la commissione possa arrivare ad un “controllo dell’attività creditizia, sino a coinvolgere le stesse operazioni bancarie, ovvero dell’attività di investimento nelle sue varie forme”.

Poi, evitare i “condizionamenti” politici sull’attività creditizia. È questo il secondo paletto posto: il rischio, avverte, è che “soggetti, partecipi dell’alta funzione parlamentare ma pur sempre portatori di interessi politici, possano, anche involontariamente, condizionare, direttamente o indirettamente, le banche nell’esercizio del credito, nell’erogazione di finanziamenti o di mutui e le società per quanto riguarda le scelte di investimento si colloca decisamente al di fuori dei criteri che ispirano le norme della Costituzione”.

Infine la parte in cui ricorda i limiti della Commissione che “non può sostituirsi agli organismi di vigilanza e non deve sconfinare rispetto alle sue prerogative”.

Le preoccupazioni di Mattarella sono riassunte nell’invito finale rivolto a Fico e Casellati a vigilare sull’attività della commissione ricordando che questa deve rispettare “i limiti derivanti dalla Costituzione e dall’ordinamento della Unione Europea nonché il rispetto dei diversi ruoli e responsabilità”.

Una serie di perplessità condivise anche dal Partito democratico, che in una nota ha evidenziato come “la Commissione debba fare un lavoro serio e rigoroso di accertamento dei fatti e di proposta per migliorare la vigilanza sul sistema bancario. Per questo serve un presidente autorevole – si legge ancora -, in grado di evitare qualunque strumentalizzazione politica e partitica”.

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