La ‘manovra farsa’ torna in Commissione: non ci sono le coperture

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Maria Elena Boschi: “Questa manovra è talmente disastrosa che sono convinta che sarà anche l’ultima manovra del governo del cambiamento”

La manovra non va, non ci sono le coperture e ci sono troppi grossolani errori. Forse la sintesi perfetta è stata esplicitata dal deputato di Fdi Federico Mollicone, che con un gesto provocatorio e plateale, al termine del suo intervento, ha strappato la legge perché, ha detto: “E’ l’unico modo per migliorarla”.

La mattinata è stata occupata dalla discussione generale in Aula che si è conclusa all’ora di pranzo. Al Governo – riferiscono fonti del Mef – servirà qualche ora per mettere mano ad alcuni “problemi tecnici” legati alle coperture, per questo la legge tornerà in Commissione. Intorno alle 16, quindi, potrebbe essere posta la fiducia dal ministro Riccardo Fraccaro. Sarà poi la conferenza dei capigruppo a decidere il ‘timing’ del voto di fiducia, l’esame completo degli ordini del giorno e il voto finale. Si ipotizza che l’esame a Montecitorio potrebbe chiudersi sabato. La maggioranza è intenzionata a chiedere la deroga delle 24 ore, ma tutto dipende dalle opposizioni. La decisione, infatti, deve essere presa all’unanimità. Al momento, però, il Pd sembra contrario ad accelerare il voto. Dunque, nel caso non venga raggiunto un accordo in capigruppo è verosimile ipotizzare che i lavori dell’aula inizino domani pomeriggio e si chiudano sabato mattina.

Il Pd intanto è sul piede di guerra e mette in luce le contraddizioni di un governo allo sbando

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In Aula è intervenuta Maria Elena Boschi per segnalare tutto ciò che non proprio non va. “Avete detto che questa è la prima manovra del governo del cambiamento. E’ talmente disastrosa che io sono convinta che sarà anche l’ultima manovra del governo del cambiamento”. “Avete combinato un disastro – ha affermato l’esponente del Pd – e l’avete chiamata manovra del popolo perché pagherà il popolo: l’Italia ha perso credibilità, gli italiani i risparmi, le imprese hanno perso la fiducia, voi la faccia”.

“Il Parlamento è stato umiliato – ha proseguito – perché sta discutendo di una manovra che non c’è”, visto che si sta discutendo e verrà votato un testo che poi si sa già che cambierà al Senato. L’ex ministro ha ricordato che in Commissione sono stati presentati dai relatori 56 emendamenti “ma nulla è stato presentato su Reddito di cittadinanza e Quota 100”. “E’ stato anche inutile chiamare in audizione Tria, che ha rinunciato a un confronto vero, si è sottratto. Non ho potuto chiedere cosa avrebbe fatto lui se fosse stato davvero il ministro del Tesoro. Non sappiamo quale sarà il deficit, e dobbiamo inseguire le dirette su facebook per conoscere qualcosa. Lo sapremo quando la manovra sarà in Senato, e questa Camera è stata del tutto esclusa dal dibattito”.

Boschi ha criticato quindi il testo perché in essa “non si parla di crescita, di lavoro, di occupazione giovani, di riduzione delle tasse”, temi toccati negli emendamenti del Pd tutti respinti. “L’unico simbolo di questa manovra – ha quindi aggiunto Boschi – è il balconcino di Palazzo Chigi da cui si è affacciato Di Maio. Una scena che ha fatto il giro del mondo, simbolo di un populismo imbarazzato e imbarazzante. Ora sotto quel balconcino ci sono i ponteggi perchè pare che rischi il crollo; evidentemente non ha retto il peso delle bugie di Di Maio, così come rischia di crollare l’economia italiana”.

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