Como, i grillini assenti. Bella prova di antifascismo

Focus

Di Maio: “Strumentalizzazione del Pd”

A Como il M5s non c’era. Peccato. È stato una manifestazione, pur promossa dal Pd, totalmente aperta e senza “cappelli” partitici. tanto è vero che non c’erano solo i militanti dem ma anche quelli di Mdp, Sinistra italiana, Cgil, Anpi e decine di altre organizzazioni politiche e sociali.

Ma soprattutto c’erano cittadini senza particolari tessere in tasca. Le grandi risposte antifasciste sono sempre state così.

Luigi Di Maio non lo capisce. Vede tutto in chiave di manovra politica. Appare ossessionato dai giochetti di propaganda. Dal primato degli articoli di giornale o dei like o dei retweet. Per lui la battaglia delle idee non esiste se non è funzionale alla conquista di mezzo punto percentuale nei sondaggi.

E così l’antifascismo diventa moneta da puntare sul tavolo verde del gioco politica e non invece una questione morale oltre che politica e di ordine pubblico.

Ha detto, Di Maio, che la manifestazione di Como “è stata strumentalizzata dal Pd”. Aggiungendo: “Quello che è successo con gli skinhead è un fatto che noi sentiamo e su quello abbiamo già espresso la nostra condanna: ma non c’è bisogno di partecipare alla manifestazione, sappiamo benissimo che questa nostra Repubblica è una Repubblica che rigetta qualsiasi rigurgito fascista”.

Un discorsetto che starebbe bene in bocca ad un Gasparri, una Meloni. Ma lui è o non è un antifascista (oggi ne ha fatto professione di fede anche Virginia Raggi)? Peccato. Ma in un certo senso la defezione grillina è un buon contributo alla chiarezza. Bisognerà ricordaselo.

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