Condono a 5 Stelle: più evadi, più guadagni

Focus

Sanatoria a maglie larghe dove si premiano gli evasori e si puniscono gli onesti. Punito chi dichiara tutto, ma omette di pagare per bisogno

Il condono messo a punto da 5 Stelle e Lega sembra fatto apposta per un mondo alla rovescio: si premiano gli evasori, si puniscono gli onesti. Di Maio ieri sera, a Porta a Porta, ha parlato un testo «falsificato»: sta di fatto che il condono del governo gialloverde, composto da 26 articoli e datato 16 ottobre, prevede una sanatoria a maglie larghissime, estesa ai contributi previdenziali, alle imposte sostitutive e all’Iva.

 

100 mila euro al quadrato

Si era parlato di tetto di 100mila euro: in realtà, il tetto è molto più ampio, perché i 100mila euro non sono calcolati in totale, ma per ogni per singolo tributo e per ogni periodo di imposta: significa, insomma, che si potrà arrivare anche a condoni per importi superiori al milione di euro. Si legge, infatti, che la «Dichiarazione integrativa», che deve essere presentata entro il prossimo maggio, «è ammessa nel limite di 100 mila euro per singola imposta e per periodo di imposta e comunque non oltre il 30% di quanto già dichiarato».

 

Più sei disonesto, meglio ti va

L’articolato messo a punto da Lega-5Stelle prevede una ulteriore batosta per gli onesti: infatti, si allungano i termini per i controlli di ulteriori 3 anni (comma 13 dell’articolo 9), ma l’Agenzia potrà fare gli accertamenti soltanto nei confronti dei contribuenti che si avvalgono della sanatoria. Insomma, gli evasori saranno lasciati andare, mentre tutti i controlli si concentreranno sui cittadini onesti.

 

Lo scudo penale

Il comma 9 dell’articolo 9 prevede la non punibilità per alcuni reati tributari e anche per gravi reati (previsti dal 648-bis, 648-ter, 648 ter1 del codice penale) come il riciclaggio, l’autoriciclaggio e l’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (con l’eccezione di terrorismo e analoghi).
Inoltre, un testo inserito fra parentesi quadra prevede che ad evitare le sanzioni penali siano non solo i contribuenti colpevoli di dichiarazione infedele e occultamento di documenti contabili, ma anche coloro che commettono il reato più grave di dichiarazione fraudolenta.

 

Punito l’omesso versamento, si salva la grande evasione

Che la manovra sia tutta pro-evasori lo dimostra che dalla sanatoria sono rimasti fuori quei contribuenti che hanno dichiarato tutto, fino all’ultimo centesimo, ma poi, per necessità, non sono riusciti a pagare. Per loro, niente sanatoria. Per gli evasori irriducibili, per quelli che ci marciano invece, si applica lo sconto sulle imposte.

 

Più sei ricco, più evadi, più guadagni

Chi non ha denunciato i redditi, potrà mettersi in regola versando un’imposta sostitutiva del 20% sul maggior imponibile Irpef o Ires. Si tratta di un’aliquota conveniente per tutte le imprese, tenendo conto che l’Ires è al 24%, ma a guadagnarci saranno in particolare i contribuenti con i redditi più alti.
Per quanto riguarda l’Iva, si pagherà per sanare tutto o un’aliquota media oppure quella ordinaria del 22%.

 

Conti e case all’estero

Di Maio e Salvini non potevano non avere a cuore anche chi evade all’estero. E così il condono si estende anche all’imposta sul valore degli immobili all’estero (Ivie) e all’imposta sul valore delle attività finanziarie e dei conti portati all’estero (Ivafe). Per come è scritta la norma nell’articolo 9 del decreto, si tratterebbe di un mix tra l’integrativa e una mini-voluntary disclosure. La norma stabilisce che queste due imposte oltre-confine evase, potranno essere sanate pagando il 20% del dovuto senza sanzioni e interessi. Non ci sarà nemmeno bisogno della regolarizzazione del quadro RW sul monitoraggio fiscale, dove il contribuente denunciava l’esistenza di conti e immobili all’estero e regolarizzava pagando la sanzione agevolata.

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