Aperto il Congresso Cgil. Camusso: “Votare non è una tragedia”

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Il più grande sindacato italiano a congresso per decidere il nuovo leader. Susanna Camusso attacca il governo: “Ci indebita per i prossimi 2 anni”

“Unità” sia quella della Cgil sia quella dei tre sindacati confederali. E’ questo il principale messaggio nel suo discorso d’addio alla guida del più grande sindacato italiano di Susanna Camusso. A Bari in questi giorni si deciderà il successore, e la sfida tra Landini e Colla è tutt’altro che già decisa. Sulla sfida tra i due la segretaria uscente ha precisato: “Queste due importanti ragioni e storie della CGIL alla fine danno sempre l’opportunità di trovare una soluzione. Vorrei anche dire che votare è un’espressione democratica, non è che sia la tragedia che sento raccontare”.

Camusso: “Abbiamo bisogno di un sindacato unito”

Ma la leader uscente ha voluto richiamare i valori di un sindacato che ha solo una scelta: “Abbiamo bisogno di un sindacato confederale davvero unitario. È una scelta obbligata, l’unica che potrebbe fare la differenza. L’unica scelta – sottolinea – che guarda ad un orizzonte nuovo e non ci riporta al parallelismo, alle componenti di partito, ma che salvaguarda e rafforza l’autonomia”.

Anche i leader di Cisl e Uil chiedono unità

A Bari sono presenti anche i leader di Cisl e Uil che fanno eco alle parole della Camusso. Per Annamaria Furlan c’è bisogno “di sindacati confederali, coesi e importanti e rappresentativi”. Mentre il leader della Uil Carmelo Barbagallo parla di patto federativo: “Avevo preparato già una bozza di patto ma l’ho lasciata a Roma per non partire con il piede sbagliato. Basta ora, però, solo parlarne, andiamo avanti, si avviino i lavori del nuovo patto”.

Il giudizio sulla manovra

Susanna Camusso dal palco parla anche della manovra che “ci indebita drammaticamente per i prossimi 2 anni, non ha priorità e risorse per gli investimenti nel 2019, anzi paralizza quelli in essere, e cancella le prospettive almeno per il 2020 e 2021”. E poi annuncia che la Cgil sarà “parte attiva nella campagna elettorale europea, con Cisl e Uil. Ne discuteremo con Confindustria, perché continuare a essere europei è una scelta di prospettiva e di campo rispetto alle destre e ai nazionalismi”.

Presenti a Bari Martina e Zingaretti

Al Congresso erano presenti anche i candidati alla segreteria Maurizio Martina e Nicola Zingaretti. L’ex ministro dell’Agricoltura ha voluto fare un appello da Bari a tutti i candidati alle primarie: “Spero che tutti i candidati alle primarie del Pd partecipino insieme alla manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil del 9 febbraio prossimo. Sarebbe un bel segno. Il Pd deve essere il partito del lavoro e deve ricostruire un rapporto forte nella reciproca autonomia con le organizzazioni del mondo del lavoro, sfidandole a cambiare. In questo paese ci vuole più mediazione sociale, non meno”.

Mentre il presidente della regione Lazio parla dell’unità del partito: “Nessuno ha mai pensato a volere un partito mono culturale. Il tema è avere una ricchezza di approcci dentro uno spirito unitario. Io non ho mai creduto nell’unanimismo, ho sempre creduto nella cultura unitaria del partito e del centrosinistra. Quindi quello che dobbiamo riscoprire è la capacità di idee diverse, di vivere insieme per un unico obiettivo non di puntare a un mono pensiero, perché poi quello porta a drammatiche sconfitte come quelle che abbiamo visto e io credo che stiamo vivendo un congresso molto importante. Quindi sta accadendo esattamente quello che mi auguravo, un processo di rigenerazione al servizio dell’Italia”.

Il messaggio di Mattarella

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio per il congresso Cgil: “Nella storia repubblicana il sindacato è stato protagonista nel promuovere e accompagnare la crescita economica e dei diritti dei lavoratori, con piena responsabilità nazionale anche in momenti molto difficili, sapendo unire il mondo del lavoro al di là degli stessi interessi contingenti. Il mio auspicio è che nei tempi nuovi questi principi possano ancora alimentare l’azione riformatrice del sindacato”.

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