Congresso Pd: la prossima settimana la data delle primarie

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Oggi la commissione congresso si è insediata eleggendo il proprio presidente: Gianni Dal Moro

Il primo passo formale sulla strada che porterà il Partito Democratico ad avere una nuova guida è stato compiuto. Oggi la commissione congresso si è insediata eleggendo il proprio presidente. Gianni Dal Moro sarà a capo del gruppo  che proporrà il regolamento che dovrà poi essere ratificato dalla Direzione Pd. “Lavoreremo a tamburo battente”, ha promesso Dal Moro spiegando che la prossima riunione è già stata fissata per giovedì e che c’è in programma di rivedersi anche a ritmo quotidiano. L’obiettivo della Commissione è quello di arrivare a definire il regolamento delle primarie ai primi giorni della prossima settimana.

La commissione dovrà  fissare regole, tempi e modi che l’assise dem dovrà assumere per proseguire nel percorso congressuale. Martedì, infatti, o al più tardi mercoledì dovrebbe tenersi la Direzione nazionale che darà il via formale alle regole del Congresso. Nella riunione di oggi della Commissione non si è fatto cenno alla data delle primarie nazionali: “E’ la conseguenza di tutto il resto, non il principio”, ha spiegato Dal Moro. Tra i temi toccati al Nazareno, le date dei congressi locali, il tesseramento, il tetto di spesa per i candidati.

Sicuramente la commissione dovrà valutare i suggerimenti che i candidati hanno espresso. Da Nicola Zingaretti che chiede di abolire i 2 euro per votare alle primarie a Marco Minniti che vorrebbe che nella sede del Pd ogni candidato abbia una propria stanza, affinché il Nazareno sia una casa comune per tutti. Poi c’è  Matteo Richetti che vorrebbe  che il tesseramento fosse fatto on line per una questione di trasparenza.

Tra le proposte spicca quella che arriva dall’ex ministra Valeria Fedeli: “Se nessuno ottiene il 51%, il segretario del Pd sia comunque chi ha preso più voti dagli elettori delle primarie. Solo così superiamo il rischio correntismo in assemblea” è la proposta che la senatrice renziana ha lanciato via twitter, dopo essersi schierata con Marco Minniti.

Intanto continua il posizionamento di deputati, senatori, ex membri del governo e amministratori a sostegno dei diversi candidati. Finora ad attrarre maggior interesse sono stati Zingaretti e Minniti, ma ancora non è stata ufficializzata la candidatura di Martina che potrebbe cambiare gli equilibri del confronto, rendendo più difficile per uno dei due raggiungere il 50% dei voti ai gazebo.

 

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