Consip, rinvio a giudizio per Lotti, Del Sette e Scafarto

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La Procura di Roma rinvia a giudizio sette persone coinvolte nel caso Consip. Per l’ex ministro cade l’accusa di rivelazione del segreto d’ufficio

Rinvio a giudizio, nell’ambito del’inchiesta Consip, per l’ex ministro Luca Lotti, insieme all’ex comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette,  l’ex maggiore del Noe Gian Paolo Scafarto e altre quattro persone. Per Lotti la posizione si è alleggerita, con la caduta dell’accusa di rivelazione del segreto d’ufficio.

I magistrati della Procura di Roma, dopo la chiusura delle indagini lo scorso 29 ottobre, hanno dato un nuovo colpo d’acceleratore ad un procedimento che ha almeno tre filoni in cui si ipotizzano, a seconda delle posizioni, i reati di rivelazione del segreto d’ufficio, millantato credito, falso e depistaggio. Si avvicina, quindi, un maxi-processo in una vicenda in cui i magistrati hanno chiesto, invece, di archiviare la posizione di Tiziano Renzi.

 

I depistaggi di Scafarto

Nell’inchiesta, Scafarto risponde di tre episodi di falso, due di rivelazione di segreto d’ufficio e una di depistaggio, in concorso con l’ex colonnello Alessandro Sessa: secondo il capo d’imputazione, avrebbe rivelato, quasi in tempo reale, a ‘Il Fatto Quotidiano‘ notizie coperte da segreto come le prime iscrizioni nel registro degli indagati, in particolare quella dello stesso Del Sette, nel procedimento avviato dalla procura di Napoli dai pm Henry John Woodcock e Celeste Carrano nel dicembre del 2016.

Le accuse di falso, invece, derivano dall’aver alterato, in più punti, l’informativa sulla quale si basavano buona parte delle accuse a Renzi senior. Inoltre su richiesta di Sessa “al fine di non rendere possibile ricostruire le chat whatsapp – scrive chi indaga – provvedeva a disinstallare sul cellulare di Sessa l’applicazione”.

Nel filone relativo alla fuga di notizie, il pm Mario Palazzi, contesta il favoreggiamento anche al generale dell’Arma Emanuele Saltalamacchia mentre il depistaggio è attribuito, oltre che a Scafarto, anche all’ex colonnello dell’Arma Alessandro Sessa. Il presidente all’epoca dei fatti di Pubbliacqua, società partecipata del Comune di Firenze, Filippo Vannoni è accusato di favoreggiamento.

A tirare in ballo l’ex ministro e Saltalamacchia era stato l’ex amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni, che ha riferito ai magistrati che erano stati loro due a dirgli che era in corso un’indagine sulla società. Quanto a Del Sette, avrebbe rivelato all’allora presidente Consip, Luigi Ferrara, che c’era una indagine in corso sull’imprenditore Alfredo Romeo con l’invito ad essere cauto nelle comunicazioni.

Lotti: “Il tempo è galantuomo”

Luca Lotti, sul suo profilo Facebook, scrive una nota dove rimarca fiducia nella giustizia: “Due anni fa, quando sono iniziate le indagini per il cosiddetto “caso Consip”, mi sono stati contestati il reato di rivelazione del segreto d’ufficio e il reato di favoreggiamento che avrei commesso in favore dell’ex ad di Consip Luigi Marroni. Oggi prendo atto con soddisfazione che la Procura della Repubblica ha chiesto l’archiviazione per uno dei due reati, ossia la rivelazione del segreto d’ufficio. Confido che il successivo corso del procedimento – già a partire dall’udienza preliminare – consentirà di accertare l’infondatezza anche della residuale ipotesi di reato.
A chi è garantista a giorni alterni, a chi strumentalizza la giustizia a soli fini politici, a chi preferisce fare processi sui giornali e non nelle Aule dei Tribunali, a chi spara sentenze ancora prima che un normale processo abbia inizio, mi limito a dire solo questo: non perdiamoci di vista perché, lo ripeto sempre, il tempo è galantuomo“.

Anche il deputato dem Antonello Giacomelli interviene, con parole di rispetto per il lavoro dei magistrati e di solidarietà per Lotti:  “Credo che il lavoro della magistratura vada rispettato sempre, anche quando, come in questo caso, è più difficile farlo. Mi limito quindi a esprimere solidarietà, stima e vicinanza a Luca Lotti, che è non solo un amico ma una persona perbene. Sono certo che ogni approfondimento che verrà ritenuto necessario non farà che confermare la correttezza e la linearità dei suoi comportamenti“.

 

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