Una commedia all’italiana, ma ci pensa Mattarella

Focus

Il presidente è ancora in modalità “arbitrale” e non ha, in questo momento, la “sua” soluzione. Quindi, lascia ancora un margine di tempo alle forze politiche

Non c’è niente da fare, in Italia, anche nella situazione più complicata viene sempre fuori l’aspetto comico, e la tragedia assume spesso la veste della farsa. Non è un caso che, mentre il romanzo popolare è la cifra dei francesi, lo sturm un drang quella dei tedeschi, la commedia e il melodramma siano quelle degli italiani.

Basta guardare il film proiettato ieri e l’altro ieri al Quirinale: da un lato la serietà del capo dello stato suggellata con un richiamo alla necessità di dare con urgenza un governo al paese, compito che spetta, di questo il Presidente è convinto, anzitutto alle forze che hanno vinto le elezioni, dato che  il Pd, al momento, non si smuove dalla linea del non possumus.

Dall’altro una sceneggiata che ha avuto come protagonisti i vincitori. Torneremo tra un attimo sugli scenari possibili, ma per il momento restiamo al film di queste due giornate. “Con questa mia veniamo addirvi, addirvi tutto una parola…punto, due punti, punto e virgola…ma sì, abbondiamo”: ricordate la lettera dei fratelli Capone? Ecco, mentre Matteo Salvini leggeva il comunicato a nome di tutta la coalizione, Silvio Berlusconi, proprio come Totò che dettava a Peppino De Filippo la lettera, voleva fare altrettanto e quindi eccolo a contare con le dita i punti, eccolo recitare con il labiale le parole lette da Salvini a rimarcare che quelle parole le aveva scritte lui. E, infine, il guizzo da guitto: accompagna all’uscita un irritato Salvini e una sbigottita Meloni per
impadronirsi del microfono e lanciare una battuta urticante contro Di Maio.

Neppure Giggino però ci ha deluso. Con l’aria compunta e inamidata di un Alberto Sordi nei panni di Guglielmo il Dentone (un annunciatore tv deciso ad affermarsi malgrado gli antiestetici dentoni) il Capo Politico (sempre con le iniziali maiuscole) lancia la sua fantastica Supercazzola con scappellamento a destra: Il Comitato Scientifico (sempre iniziali maiuscole, mi raccomando) presieduto dal Professor Vattelapesca. Il quale dovrebbe addirittura rendere compatibili i programmi dei partiti presentati alle elezioni. E come?

Coll’algoritmo che sembra essere diventato come l’abracadabra delle favole. Prendiamola a ridere, va. Purtroppo però, questi sono i leader della Terza Repubblica con cascami della seconda e forti agganci con la prima. Poi, per fortuna, è calato il sipario sulle pregevoli esibizioni dello stagionato capocomico e dell’attor giovane e il Presidente Mattarella ha in un momento spazzato via l’aria da vaudeville e ricondotto tutti ai propri doveri e alle responsabilità istituzionali.

La sostanza del discorso del presidente è molto semplice:

a) non si può continuare a perdere tempo

b) l’Italia ha bisogno di un governo in tempi rapidi vista anche l’evoluzione del quadro internazionale.

c) l’unica maggioranza possibile emersa durante le consultazioni è quella fondata sull’asse tra M5S e Lega.

Il presidente è ancora in modalità”arbitrale” e non ha, in questo momento, la “sua” soluzione. Quindi, lascia ancora un margine di tempo alle forze politiche che si sono dette disponibili a governare insieme, ovvero Lega e M5S, per capire se riescono a risolvere i due ostacoli che si frappongono a questa soluzione: il veto del M5S contro Berlusconi; la pretesa di Di Maio di essere il premier, non importa con chi.

Se i prossimi giorni non forniranno una soluzione, è probabile un incarico “esplorativo”. I candidati in pole sono Giancarlo Giorgetti, l’esponente più “istituzionale” della Lega e Elisabetta Castellati, presidente del Senato. Se anche questo
tentativo non dovesse produrre risultati, che lo voglia o no, toccherà a Di Maio.

Solo una volta che sia siano consumati di fronte all’opinione pubblica questi tentativi, il presidente considererà l’opzione di
una “sua” soluzione che però potrà riuscire solo se tutte le forze politiche se ne assumeranno la responsabilità.

La strada è ancora lunga, e il presidente lo sa, ma sa anche che soluzioni tese solo a perdere tempo incarterebbero ancor
di più la situazione. Le decisioni che prenderà, dunque, serviranno a togliere ogni alibi alle forze politiche, a cominciare dai vincitori.

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