Sulla pelle del Paese

Focus

Per guerre di Palazzo Salvini e Di Maio preferiscono che l’Italia ritorni nell’area di rischio per l’economia ed i conti pubblici

Superata abbondantemente la boa del sessantesimo giorno dal voto del 4 marzo, il rischio di precipitare verso un nuovo voto è tutt’altro che infondato. Il centrodestra a trazione leghista e il M5S, responsabili della situazione di stallo e di questa lunghissima fase dominata da esasperati tatticismi, freddi calcoli di bottega ed anche non tanto velate minacce alle istituzioni democratiche, non intendono cambiare registro e, finalmente, mettere al primo posto l’interesse del Paese.

Continuano ad inseguire alleanze che continuano a mancare dei contraenti e continuano ad offrirsi per incarichi che continuano ad essere senza numeri in Parlamento. Questa è la situazione a cui hanno condotto il Paese le forze che all’indomani del 4 marzo si sono autoproclamate vincitrici delle elezioni.

Ed oggi quelle stesse forze voltano le spalle a proposte che, nello stallo evidente e sempre più allarmante, potrebbe suggerire il presidente della Repubblica che ha giustamente a cuore le sorti del Paese e dei suoi cittadini.

Al capo dello Stato il Partito democratico ha assicurato il proprio apporto costruttivo, il proprio sostegno all’azione che intende intraprendere per porre fine a questo lunghissimo tempo di incertezza.

L’Italia ha dinanzi a sé scadenze molto importanti e questioni anche internazionali di particolare rilevanza. Occorre preservare i risultati ottenuti in questi anni grazie allo sforzo ed ai sacrifici delle famiglie e delle imprese per uscire dalla gravissima crisi economica, produttiva ed occupazionale che si era abbattuta su di noi; non si può consentire che il tratto di strada compiuto, certo ancora non sufficiente, venga cancellato per colpa di guerre di Palazzo che avrebbero l’effetto oltretutto di allontanare ancora di più le persone dalle istituzioni.

Chi irresponsabilmente sta agendo perché non si trovi soluzione a questa crisi sta per provocare una grave contrazione dei consumi e quindi della capacità produttiva e quindi dei livelli occupazionali impedendo che possano essere decise e attivate le misure per bloccare l’aumento dell’Iva. Queste forze stanno agendo contro l’Italia e contro gli italiani, contro quelle donne e uomini che si stanno dando da fare con serietà e fatica per combattere precarietà, disoccupazione e gli squilibri territoriali e sociali che ancora incombono sulla vita di tanti troppi italiani.

Per guerre di Palazzo Salvini e Di Maio preferiscono che l’Italia ritorni nell’area di rischio per l’economia ed i conti pubblici. Per il Pd viene prima l’interesse degli italiani. Per Salvini e Di Maio viene prima il proprio interesse.

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