Un premier che dà la caccia all’untore

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Conte e il mood penta-leghista del giustizialismo a oltranza

Il premier Conte ha definitivamente interiorizzato il mood penta-leghista: giustizialismo a oltranza.

Dismessi i panni del giurista e indossati quelli di prestanome dei due dioscuri della cosa giallo-verde, ha dichiarato che “non possiamo aspettare i tempi della giustizia penale”. Bisogna additare un colpevole purchessia – Renzi, l’Ue, Benetton – al cospetto della folla manzoniana e urlare “crucifige!”.

Il consenso dei nazionalpopulisti si basa essenzialmente sulla fomentazione e canalizzazione della rabbia verso l’untore di turno. Ieri le streghe, gli ebrei o – lo si dimentica spesso – l’alta borghesia (…non per caso si allude alle fasi antiliberali della storia dell’Occidente), oggi le multinazionali, il liberismo, le istituzioni sovranazionali, Soros.

Perciò le ragioni della propaganda sono sovraordinate a quelle dello stato di diritto e perfino a quelle della coscienza: per perpetuare la luna di miele con l’elettorato italiano la maggioranza penta-leghista ha bisogno di tenere alta la temperatura socio-politica, possibilmente con due minuti d’odio quotidiano da indirizzare al nemico. Più di mille saggi, i citati Manzoni e Orwell forniscono gli strumenti adeguati a decodificare la narrazione della maggioranza giallo-verde.

 

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