Migranti: intesa fragile tra Conte e Macron. Salvini continua a provocare

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Il premier trova l’appoggio della Francia, ma dall’Italia il ministro dell’Interno sbraita: “E’ il momento di tirare fuori le palle”

Il gioco delle parti tra Matteo Salvini e Giuseppe Conte è proseguito anche oggi. Stamattina il ministro dell’Interno ha riproposto l’approccio aggressivo tenuto nei giorni scorsi nei confronti della Francia: “A Ventimiglia i cinici e gli irresponsabili sono oltre il confine”, ha detto da Genova. Poi il premier, che sembrava voler smarcarsi dal suo vice, ha portato a Parigi proprio la proposta che era da tempo nel programma della Lega: l’istituzione di hotspot nei Paesi africani d’origine – non solo la Libia ma anche quelli sahariani, come il Niger – per chiudere la rotta verso il Mediterraneo.

Un’opzione accolta favorevolmente dall’Eliseo e confermata durante la conferenza stampa finale dallo stesso Macron che ha puntato il dito contro l’Europa per la sua “risposta non adatta” all’attuale situazione.

Oltre al rafforzamento del rapporto con i paesi d’origine, sono almeno altri due i punti d’intervento su cui Italia e Francia si sarebbero trovate d’accordo: il massiccio rafforzamento di Frontex, il sistema di controllo e gestione delle frontiere esterne dello Spazio Schengen, e una revisione radicale del controverso regolamento di Dublino. “Il sistema attuale per quote non funziona”, ha ribadito il presidente francese. Gli ha fatto eco Conte che ha annunciato “una proposta che non vede l’ora di condividere con gli altri partner in vista di formalizzarla alla prossima presidenza Ue austriaca (che inizierà il 1° luglio, ndr.)”.

Nella lunga conferenza stampa seguita all’incontro c’è stato spazio per tornare a commentare le tensioni dei giorni scorsi tra i due governi. “Sono stati giorni un po’ turbolenti per la storia dell’Aquarius”, ammette Conte per poi ribadire: “con Macron c’è una perfetta intesa. C’è stata una telefonata in cui ci siamo perfettamente chiariti”.

Ma mentre il premier italiano era impegnato a ricordare ai giornalisti che il clima con l’Eliseo era oramai disteso, il suo ministro dell’Interno tornava ad alzare la voce. Conte, ha detto nel pomeriggio Salvini, “sta ribadendo a Macron che non abbiamo bisogno di lezioni da parte di nessuno”. “È arrivato il momento di tirar fuori le palle – ha proseguito – di esprimere l’orgoglio e la dignità di un popolo”.

Quella dignità andata persa quando il governo gialloverde, per mostrare i muscoli in Ue, si è rifiutato di far approdare l’Aquarius e i suoi seicento passeggeri in un porto italiano.

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