Conte sotto processo in Europa: “Per quanto tempo sarà solo un burattino?”

Focus

Il discorso di Guy Verhofstadt lascia l’amaro in bocca ma dovrebbe far anche riflettere su quanto di vero ci sia in queste dure parole

Ogni giorno una polemica, ogni giorno un’umiliazione.  Sta scatenando forti polemiche la frase pronunciata dal leader dei Liberali europei Guy Verhofstadt, rivolgendosi al premier Giuseppe Conte che è intervenuto alla plenaria del Parlamento Ue a Strasburgo: “Mi domando per quanto tempo ancora lei sarà il burattino mosso da Salvini e Di Maio”.

Un’intervento fatto in italiano perché “innamorato dell’Italia”.”Per questo – ha proseguito – oggi mi fa male vedere la degenerazione politica dell’Italia, che non è iniziata ieri o un anno fa, ma 20 anni fa”, aggiungendo poi come “questo bellissimo Paese” sia diventato da convinto difensore dell’Europa “un fanalino di coda dell’Unione”. I motivi? Sono sotto gli occhi di tutti, dal caso Venezuela ma anche il sostegno ai gilet gialli.

Le reazioni

Un discorso che lascia l’amaro in bocca ma che dovrebbe far anche riflettere su quanto di vero ci sia in queste dure parole. E invece, a partire dal Premier Conte che si ha risposto subito stizzito, tirando fuori le solite “lobby cattive” e “i comitati d’affari”, il fuoco amico dei pentastellati e leghisti non si è fatto attendere.

“Che alcuni burocrati europei, complici del disastro di questi anni, si permettano di insultare il presidente del Consiglio, il Governo e il popolo italiano è davvero vergognoso”, tuona il vicepremier Salvini, aggiungendo: “Le élite europee contro le scelte dei popoli. Preparate gli scatoloni, il 26 maggio i cittadini finalmente manderanno a casa questa gente”. Bolla come “offensive” le parole di Verhofstadt anche la delegazione M5S al Parlamento europeo. “Non basta saper parlare in italiano per essere amici del popolo italiano – si legge in una nota – l’intervento è stato offensivo e privo di contenuti. Non accettiamo nessuna lezione da chi, come dimostra uno studio commissionato da tre ong europee è a libro paga di multinazionali e comitati d’affari.

Eppure sono stati proprio loro, i 5 stelle e la Lega, a sdoganare un certo tipo di linguaggio nei confronti degli avversari politici. Come dimenticare quando di Maio accusava Renzi di essere “burattino nelle mani di lobby finanziarie come quella di De Benedetti” oppure quando Beppe Grillo accusava Napolitano e Letta di essere manipolati da Bruxelles. Di queste sternazioni negli anni ne abbiamo sentite a bizzeffe, oggi perché frignano?

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