Conti pubblici, il verdetto Ue: “Giustificata una procedura contro l’Italia”

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Dombrovskis: “Da governo danni all’economia”

La regola del debito “non è stata rispettata” nel 2018, nel 2019 e non lo sarà nel 2020, e quindi “è giustificata” una procedura per debito eccessivo: lo scrive la Commissione Ue nel rapporto sul debito italiano. Per Bruxelles il rallentamento economico “spiega solo in parte l’ampio gap” nel rispetto della regola, e la “retromarcia” su alcune riforme pro-crescita del passato, come quella delle pensioni, e il deficit proiettato oltre il 3% nel 2020, rappresentano “fattori aggravanti”.

Non sono bastati insomma gli scongiuri di Tria. Il giudizio negativo sul debito italiano è scritto e il grilletto contro il Governo è stato premuto, con  i responsabili europei dei conti pubblici, Dombrovskis e Moscovici che avvieranno l’iter che punta dritto verso l’apertura di quella stessa procedura che l’Italia aveva evitato a dicembre scorso.

“Più cresce l’economia più non c’è bisogno di sforare niente”, ha assicurato il ministro Tria accennando già alla trattativa che “si aprirà” a breve. I commissari Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici hanno esposto alla stampa le raccomandazioni della Commissione per tutti i paesi della zona euro. Quelle per l’Italia chiederanno conto dei saldi 2018 e 2019: entrambi non in linea con le regole europee su deficit. Quest’anno Bruxelles prevede un aumento al 2,4 per cento e al 3,5 per cento l’anno prossimo, 0,5 punti percentuali oltre il tetto del 3 per cento del rapporto tra deficit e pil, cifra da allarme rosso in Ue.

Ora però i nodi vengono al pettine. Perchè quello che arriva da Bruxelles è un giudizio sulle politiche messe in campo.  Ed è molto severo: secondo Dombrovskis il governo presieduto da Giuseppe Conte ha provocato “danni” all’economia con le misure adottate nel corso dell’ultimo anno. Dombrovskis non lascia spiragli all’interpretazione:  “L’Italia deve riconsiderare la sua traiettoria di bilancio e metterla chiaramente su un percorso di discesa, perchè quello attuale ha creato danni all’Italia: la crescita va giù, gli interessi sul debito salgono e c’è un impatto negativo sugli investimenti”.

“In Italia  – si legge poi nelle Raccomandazioni della Commissione Ue – le prospettive di crescita e delle finanze pubbliche sono peggiorate, e le recenti misure politiche messe in atto costituiscono una marcia indietro su alcuni elementi di precedenti riforme, incluse quelle legate al sistema pensionistico”. E consiglia: “E’ necessario combattere l’evasione fiscale, soprattutto l’omessa fatturazione, con un rafforzamento dell’uso di pagamenti elettronici obbligatori abbassando la soglia legale al di sotto della quale è possibile usare i contanti”.

Ora l’idea di una manovra correttiva per evitare la procedura europea sul disavanzo eccessivo viene messa nel conto nel governo anche se lo stesso Tria ufficialmente l’ha sempre esclusa. E in molti già pensano alla famosa clausola di salvaguardia “salva deficit” da 2 miliardi di euro di tagli ai servizi e ai trasferimenti pubblici inserita nella scorsa manovra che potrebbe essere fatta scattare subito.

Ad ogni modo, dopo le raccomandazioni, sarà il ministero dell’Economia il primo a doversi esprimere nel confronto con Bruxelles. Ma la data utile per adottare formalmente la procedura sarà la riunione dell’Ecofin il 9 luglio, se nel frattempo da Roma non saranno arrivate risposte adeguate e se non si sarà trovato un accordo. Comunque ottimista il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.”C’è la prospettiva di una procedura ma io sono sempre determinato, ottimista e farò il massimo sforzo per scongiurare una procedura che sicuramente non fa bene al Paese”, ha detto.  

Se l’Italia finisse sotto procedura per il mancato rispetto della regola sul debito, l’obbligo per il nostro Paese  sarebbe quello di costituire un deposito infruttifero pari allo 0,2 per cento del Pil (ovvero circa 3,5 miliardi). Obbligo che scatta quando viene rifiutato l’invito ad adottare provvedimenti correttivi.

 

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