La contromanovra targata Pd che guarda a giovani e famiglie

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Una risposta concreta alle misure del governo gialloverde che promuovono “condoni per gli evasori e più debito pubblico sulle spalle dei giovani”, ha commentato Martina

Giovani, famiglie, casa, contrasto alla povertà, lavoro e investimenti. Sono questi i capisaldi su cui il Pd ha costruito la sua contromanovra basata su equità e crescita; un documento con delle proposte messe nero su bianco e facilmente confrontabili con le promesse irrealizzabili del contratto di governo gialloverde. Elaborate dall’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, insieme a Tommaso Nannicini, Luigi Marattin, Antonio Misiani e Marco Leonardi, le proposte dei dem rispondono alle misure dannose del governo gialloverde che promuovono “condoni per gli evasori e più debito pubblico sulle spalle dei giovani. Il vicepremier Luigi Di Maio, poi, pensa di giocare a Monopoli” ha commentato il segretario Maurizio Martina.

“Le prime mosse del governo stanno mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e miliardi di euro per effetto dell’aumento dello spread. L’incapacità aggiunta alla demagogia e alla propaganda fa danni. Noi invece pensiamo sia necessario muoversi sul terreno della concretezza e della verità”, ha commentato Misiani.

Sono cinque i punti in cui si articola la proposta alternativa dei democratici. La priorità è il taglio del costo del lavoro di un punto all’anno per quattro anni per tutti i contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti con un costo totale di 350 milioni il primo anno. Fondamentale anche il capitolo famiglia che prevede un assegno universale per i figli di 240 euro al mese per ogni figlio minore a carico. Questo è il capitolo più costoso: la spesa è di 9 miliardi di euro, ma costerebbe comunque “meno di un quinto della flat tax” come prevista dal contratto di governo e “sarebbe enormemente più equa”.

Poi c’è il capitolo per il contrasto alla povertà: la proposta è di raddoppiare da 3 a 6 miliardi le risorse del reddito di inclusione destinato a 1,5 milioni di famiglie e di portare le pensioni minime a 750 euro.

E poi il punto che riguarda le detrazioni sugli affitti uguali alle detrazioni sui mutui casa al 19%, con maggiorazione per i giovani under 30 il cui sgravio arriva fino a 1800 euro l’anno con un costo previsto di 1 miliardo di euro.

La parte decisiva per la crescita del Paese è quella che riguarda gli investimenti pubblici e privati. Secondo i dem i primi devono essere riportati entro 3-5 anni ai livelli del 2008, dal 2 al 3 per cento del Pil con una particolare attenzione, però, all’ambiente e alla manutenzione, soprattutto nelle aree del Mezzogiorno. Inoltre si deve accelerare la spesa dei 150 miliardi già stanziati dai governi di centrosinistra e dei finanziamenti Ue. Per quanto riguarda gli investimenti privati, il Pd chiede il potenziamento del programma Industria 4.0 con ecobonus-sismabonus. Proposte concrete con coperture realistiche, spiega Marattin, per “rafforzare il sentiero di crescita e uguaglianza dell’economia italiana”.

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