In corsa. Il Pd torna primo partito

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Sondaggio Swg: dietro M5s e Forza Italia. E il centrosinistra a un’incollatura dalla destra

Dopo le elezioni in Sicilia si è sparsa nel Paese la vulgata, su cui subito si sono fiondate testate più o meno autorevoli, che alle prossime elezioni politiche il testa a testa sarebbe stato tra i grillini e una rediviva Forza Italia, tant’è che il gioco più gettonato delle ultime settimane è stata la domanda: “Chi sceglieresti tra Di Maio e Berlusconi?”.

Come sempre più spesso succede però la realtà si fa carico di smentire le rappresentazioni che se ne danno; e infatti ecco arrivare puntuale l’ultimo sondaggio di SWG, effettuato tra il 27 e il 29 novembre su un campione rappresentativo di 1.500 soggetti, nel quale le cose vengono rimesse in ordine e il Partito democratico, forse troppo presto dato per spacciato, torna ad essere primo partito, con M5S secondo e Forza Italia – per qualcuno già dipinta come se fossimo di nuovo al 1994-, ferma al 14,8%, un punticino e qualcosa sopra la Lega di Salvini.

E anche a proposito di coalizioni, quella di centro sinistra risulta essere a solo un’incollatura da quella di centrodestra, rispettivamente al 32,1% la prima e al 34% la seconda.

Insomma nonostante le rappresentazioni un po’ grottesche del partito più radicato d’Italia che spuntano qua e là, lo sforzo di ascolto che il Pd sta compiendo andando in giro per l’Italia, e la buona riuscita di un appuntamento significativo come la Leopolda di L8 (anche questa dipinta come un flop da qualcuno che, evidentemente, non c’era), sembrano dare buoni risultati.

La sfida tutt’altro che semplice è ora quella di continuare in questo sforzo fino all’appuntamento del 2018, non accontentandosi di quanto pure di buono è stato fatto finora ma, come oggi ha detto Renzi a proposito dei dati Istat sulla disoccupazione giovanile: “Si vedono segnali di ripartenza ma a noi non basta, dobbiamo fare di più”.

Certo bisognerà districarsi tra bufale, iniezioni ingiustificate di paura e tentativi di distorcere la realtà, ma il Partito democratico può contare su una rete unica di iscritti, volontari e militanti che, a dispetto di ogni fake news, possono fare la differenza.

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