Cos’è la “madre di tutte le bombe” e perché Trump la sta usando

Focus

Gli Usa sganciano la superbomba in Afghanistan per avvertire la Corea del Nord

Di peggio c’è solo la bomba atomica. Quella di Hiroshima, naturalmente oggi molto più devastante.

Un gradino sotto c’è lei, la “madre di tutte le bombe”. La stanno usando gli Stati Uniti di Donald Trump per “avvertire” nel modo più mostruoso la Corea del Nord. Un aereo delle forze speciali l’ha lanciata su posizioni jihadiste nella provincia di Nangahar, nell’Afghanistan orientale.

Ma cos’è questa “superbomba”?

Viene utilizzata per distruggere intere zone, più che colpire direttamente il nemico. Punta a seminare il terrore fra i nemici. Il suo predecessore, il BLU-82, anche noto come “Daisy Cutter”, già utilizzato in Vietnam per abbattere foreste e poi in Iraq per colpire tunnel e caverne.

In previsione dell’esaurimento delle scorte di BLU-82, era stata allora sviluppato il progetto Gbu-43. Tecnicamente non un’arma di “penetrazione”, ma ideata per distruggere obiettivi dalle superfici non particolarmente resistenti in aree ben delimitate, come appunto il sistema di tunnel e caverne colpito in Afghanistan, in un raggio di oltre cento metri.

Come detto, siamo in piena guerra psicologica. La “madre di tutte le bombe” – fanno intendere gli Usa al regime di Kim – sarebbe capace di distruggere caverne e cunicoli della Corea del Nord. Un avvertimento pesantissimo firmato Donald Trump. La cui strategia politico-militare è sempre meno decifrabile.

 

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