Mattarella: “Martedì nuove consultazioni, decisione in tempi brevi”

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Il Presidente della Repubblica netto: in breve tempo un governo con un programma, o elezioni. L’assemblea M5S dà mandato a Di Maio a trattare col Pd

“La crisi va risolta con decisioni chiare e tempi brevi”, così Sergio Mattarella ha esordito nelle sue comunicazioni al termine del primo giro di consultazioni, ricordando le importanti scadenze che attendono il Paese.

“Sono possibili solo governi che ottengono la fiducia del Parlamento con accordi dei gruppi su un programma per governare il Paese, in mancanza di queste condizioni la strada è quella delle elezioni. Una decisone difficile – ha aggiunto – ma necessaria qualora il Parlamento non sia in grado di esprimete una maggioranza di governo”.

“Da parte di alcune cose politiche – ha detto il Capo dello Stato – mi è stato comunicato che sono state avviate trattative per un nuovo governo o, e per questo mi è stato chiesto più tempo. Per questo – ha concluso – svolgerò nuove consultazioni che inizieranno nella giornata di martedi’ prossimo per trarre le conclusioni e assumere le decisioni necessarie”

Nel frattempo, l’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari M5s, riunita alla Camera, ha dato mandato al leader Luigi Di Maio e ai capigruppo, Francesco DUva e Stefano Patuanelli, a trattare con il Pd per cercare di costruire una nuova maggioranza. Di dialogo con la Lega – a quanto di apprende – nessuno avrebbe parlato.

In serata la delegazione M5S composta da Luigi Di Maio e dai capigruppo di Camera e Senato, l’ultima ricevuta da Mattarella in questo primo giro di consultazioni, parlando alla stampa al termine dell’incontro ha fatto sapere di essere contrario ad andare alle elezioni, aggiungendo di “aver avviato tulle le interlocuzioni necessarie ad arrivare a una maggioranza solida”, a partire dalla convergenza sui dieci punti elencati dal leader pentastellato come le condizioni imprescindibili poste dal movimento.

Il primo punto di caduta sul quale dovrà riflettere il presidente della Repubblica, dunque, è la presenza in Parlamento di una maggioranza per ora contraria alle urne e disposte a ragionare su una nuova maggioranza.

Matteo Salvini, seppur non nominato, è stato aspramente criticato da Luigi Di Maio per “l’apertura unilaterale della crisi”, perché secondo Di Maio la “fine prematura” dell’esecutivo gialloverde avrebbe “bloccato riforme determinanti”.
Con la formula del “coraggio non è che di chi scappa, ma di chi prova a fare le cose”, e con la postilla che ”il voto non può essere una fuga dalle promesse fatte agli italiani”, insomma, il capo del M5s ha chiuso ad elezioni anticipate, aprendo a un governo che per la corposità dei contenuti elencati non può che essere di legislatura, e che per i toni usati nei confronti dell’ex alleato (che pure dopo il colloquio col Capo dello Stato aveva provato una ricucitura nella maggioranza) non può che essere immaginato con il Pd.

I dieci punti del M5s

I punti di un ipotetico programma messi sul tavolo da Di Maio sono dieci (raddoppiando quelli del Pd), e nello specifico sono: taglio dei parlamentari; una manovra equa, con lo stop all’aumento dell’Iva; un green new deal; conflitto di interessi e riforma della Rai; dimezzamento dei tempi della giustizia e riforma del metodi di elezione del Csm; Autonomia differenziata e riforma degli enti locali; legalità, con la lotta all’evasione fiscale, alle mafie e ai traffici illeciti; un piano straordinario di investimenti per il Su; una riforma del sistema bancario; tutela dei beni comuni come scuola pubblica, sanità e risorse idriche.

Le critiche a Salvini

E prima della salita al Quirinale del Movimento cinque stelle, aspri sono stati i commenti alle parola di Salvini, che pur accusando gli avversari di essere attaccati alla poltrona, aveva clamorosamente riaperto agli ex alleati.
Per Alessia Rotta “quello che non è interessato alla poltrona (ma non ha ancora lasciato quella del Viminale) ha appena offerto un accordo ai grillini con #DiMaio premier per la più mesta marcia indietro che memoria ricordi”, mentre Nicola Morra del M5S ha commentato: “Forse Salvini ha esagerato di nuovo col mojito…”.

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