Salvini-Di Maio, nuovi insulti. Renzi nega accordi con M5s

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Sul terreno parlamentare è braccio di ferro sulla calendarizzazione della mozione di sfiducia al premier Conte, portata in Aula dalla Lega

Dopo l’apertura della crisi di governo i toni tra ex alleati sono da ring. I Cinquestelle attaccano a testa bassa, parlando di “supercazzola” di Salvini, definito un “giullare”, a proposito delle voci fatte circolare dal ministro dell’Interno su un presunto ”inciucio” fra Renzi e Di Maio. Voci rilanciate anche da alcuni siti e giornali ma seccamente smentite dall’ufficio stampa di Renzi che – si legge – “non ha avanzato alcuna proposta né intavolato trattative con DiMaio e l’ipotesi di un governo guidato da Fico e sostenuto da Renzi è fantascienza”.  

Sul piano parlamentare è poi braccio di ferro sulla calendarizzazione della mozione di sfiducia al premier Conte, portata in Aula dalla Lega. Spetterà alla capigruppo di lunedì stabilire la data per il voto.

Il ministro Salvini “ha convocato tutti i parlamentari della Lega lunedì a Roma” e si dice pronto a chiarire in Parlamento i motivi della crisi, come richiesto da Conte. Contro il premier, la Lega ha depositato in Senato la mozione di sfiducia. Sempre lunedì alle ore 16 è stata convocata dalla presidente di Palazzo Madama, Maria Elisabetta Alberti Casellati, la conferenza dei capigruppo che dovrà stabilire i tempi di discussione e votazione della mozione. Ma in questa riunione il Partito democratico giocherà la sua carta: chiederà che venga discussa prima la mozione di sfiducia individuale a Salvini che da tempo ha presentato e che era stata rinviata alla ripresa autunnale. Zingaretti assicura che la sfida “non è persa: il populismo al governo ha fallito – sostiene – e Salvini ha accelerato la crisi perchè ha paura di fare la manovra”.

Il giorno dopo si riunirà anche al capigruppo della Camera, convocata dal presidente Fico. E il premier Giuseppe Conte ha scritto ai due presidenti per dare la sua disponibilità a intervenire in Parlamento per comunicazioni sulla crisi in corso. “Chi perde tempo – dice Salvini rigettando la proposta di Di Maio di votare la riforma per il taglio dei parlamentari – vuole solo salvare la poltrona”.

Lunedì mattina si incontreranno anche i parlamentari di M5s. Lo scontro si gioca sull’iva, con la Lega che chiede di votare presto per non farla aumentare e il Movimento che ribatte: ‘Ora lo ammettono’. Il leader della Lega, ormai in campagna elettorale, prosegue il suo tour, oggi in Basilicata a Policoro e poi in Calabria ad Amantea e Soverato, ma prende tempo sull’ipotesi di alleanze: “Non si è deciso se correremo da soli – dice – abbiamo un’idea di Italia che sottoporremo a chi la condivide con noi”.

Intanto nel Movimento Cinque Stelle arriva Beppe Grillo e il post sul suo blog. Dove scrive: “Dobbiamo fare dei cambiamenti? Facciamoli subito, altro che elezioni, salviamo il Paese dal restyling in grigio-verde dell’establishment che lo sta avvolgendo. Coma un serpente che cambia la pelle”.. Il fondatore semba indicare la via da seguire al Movimento: “Mi eleverò per salvare l’Italia dai nuovi barbari, non si può lasciare il Paese in mano a della gente del genere solo perchè crede che senza di loro non  sopravviveremmo. Un complesso di Edipo in avvitamento che è soltanto un’illusione. Lasciamoci quindi alle spalle psiconani, ballerine e ministri propaganda a galleggiare come orridi conglomerati di plastica nei mari: per loro quella è vita, una gran vita, per noi soltanto sporcizia non biodegradabile”.

In realtà tra i grillini sta scoppiare la grana Di Maio: “Non abbiamo ancora pensato se sarà lui il candidato premier – dice il ministro Fraccaro – e per me vale la regola dei due mandati”. A quanto circola, sarebbe già pronto l’escamotage per consentire agli attuali parlamentari grillini di scavalcare la regola dei due mandati che, fra l’altro, colpirebbe proprio Di Maio.

Il quale poi apre a Di Battista: “E’ una risorsa: sono sicuro che resti con noi fino alla fine”. A smorzare ci pensa il capogruppo M5s Francesco D’Uva, che chiede unità. “Non c’è bisogno di dire che la Lega ha fatto un grave errore ad aprire la crisi – scrive ai deputati pentastellati – ma noi dobbiamo continuare a dire la verità e portare a compimento le nostre battaglie. Ora più che mai è importante restare uniti”.

Ma i timori per la crisi arrivano anche dal mondo cattolico: per Famiglia Cristiana, “in autunno pagheremo il conto (salatissimo) di una campagna elettorale permanente”. Secondo l’Osservatore Romano, “il Paese si prepara a una campagna elettorale che si prevede senza esclusioni di colpi”, che evidenzia come l’ipotesi di tornare alle urne ad ottobre “confliggerebbe con le scadenze legate al bilancio”.

Anche dall’estero la crisi italiana viene guardata con sospetto: “Salvini primo ministro italiano: un pensiero che fa venire la pelle d’oca”, scrive il telegiornale del primo canale pubblico Ard; “Il più potente populista in Italia governa dalla spiaggia”, fa eco il New York Times. “Fa scoppiare la coalizione al potere”, chiosa Le Monde. Per il Guardian, la crisi è “una mossa drammatica”.

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