Crolla la produzione industriale. Italia verso il dirupo della recessione

Focus

I dati dell’economia reale sono in costante calo

Le ricette economiche gialloverdi stanno dando risultati ben al di sotto delle attese. Le stime dei principali indicatori macroeconomici sono in costante calo, così come i dati reali diffusi giorno dopo giorno. Oggi è il turno della produzione industriale, che secondo l’Istat crolla (-2,6% a novembre) registrando il valore peggiore dal dicembre 2014. Al punto che alcuni economisti, come ad esempio gli esperti della banca olandese Ing, parlano ormai di recessione.

E Sempre l’Istat nella nota sull’andamento dell’economia a dicembre, fa notare la dem Silvia Fregolent, mette in luce “l’ulteriore calo del clima di fiducia dei consumatori, la diminuzione delle aspettative, il peggioramento della fiducia delle imprese, l’estrema difficoltà dell’intero tessuto produttivo italiano”.

In effetti il calo dell’industria registrato stamani dall’Istat non fa ben sperare sulla crescita del Pil del quarto trimestre. E se il risultato sarà negativo, anche dello 0,1% come ipotizzano molti osservatori, si potrebbe già cominciare a parlare di recessione tecnica, visto che seguirebbe il dato del terzo trimestre, anch’esso negativo.

Il premier Conte, fa sapere oggi, temeva un dato negativo sull’industria. Lo aveva addirittura anticipato ad alcuni partner europei: “Era difficile che per l’Italia non fosse negativo”, dice alle agenzie di stampa. E parla di una manovra miracolosa pensata “nel segno della crescita e dello sviluppo  sociale”. Ma i dubbi restano. Eccome. Perché al di là del coro unanime delle opposizioni politiche, che per ovvie ragioni si dicono preoccupate, sono davvero tanti gli esperti che parlano ormai di crollo dell’economia.

Il centro studi di Intesa Sanpaolo, commentando la produzione industriale, si dice costretto a “rivedere al ribasso la stima di crescita italiana”. Mentre per Confesercenti, con la pesante flessione della produzione industriale tira aria di stagnazione.Secondo l’associazione dei commercianti i dati di oggi tracciano “un quadro estremamente preoccupante” e sono segnati “da un progressivo indebolimento”.

Salvini ovviamente sostiene come non dipenda dal suo governo e si giustifica dicendo che il calo è in tutta Europa, come se il suo partito alla guida della maggioranza non fosse responsabile delle scelte di natura economica. Ma i sindacati vanno all’attacco, come Uilm e Cisl, che chiede una politica urgente centrata su investimenti.

E dov’è il ministro Di Maio in tutto questo? È una domanda a cui prova a rispondere la vice capogruppo del Pd alla Camera Chiara Gribaudo: “Il leader grillino – osserva la deputata dem – è completamente inadeguato a gestire la politica industriale italiana”.

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