Crolla il tetto di una chiesa a Roma, si indaga per disastro colposo

Focus

Nel primo pomeriggio è crollato il tetto della chiesa di San Giuseppe Falegnami, che al momento del crollo fortunatamente era chiusa

La Procura di Roma procede per il reato di disastro colposo in relazione al crollo del tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, nel centro storico e a pochi passi dal Campidoglio.

Dopo la messa in sicurezza e il salvataggio delle opere d’arte presenti nella chiesa, l’area è stata posta sotto sequestro. La Procura disporrà una consulenza tecnica per ricostruire quanto accaduto e verificare se ci siano state delle carenze nella manutenzione della struttura cinquecentesca.

La chiesa, che di recente era stata ristrutturata, al momento del crollo era chiusa e non si registrano feriti. La chiesa, nota per essere costruita sopra il carcere che ha ospitato in prigionia i santi Pietro e Paolo è solitamente molto frequentata. Sul posto si sono subito recati i carabinieri del Comando di Piazza Venezia e i vigili del fuoco. La volta è completamente distrutta.

La soprintendenza archeologica di Roma avrebbe avviato lo studio dei resoconti dei lavori che negli ultimi decenni hanno interessato la chiesa. Contemporaneamente i funzionari tecnici della soprintendenza stanno lavorando al recupero delle opere mobili all’interno dell’edificio con i vigili del fuoco. Alcuni lavori sul tetto della Chiesa sarebbero stati svolti nel 2014.

Non si escludono altri crolli dell’edificio, per questo i vigili del fuoco stanno monitorando la situazione: “Quanto sia elevato (il rischio, ndr) possiamo valutarlo continuando gli accertamenti e chiaramente dando una priorità all’attività di messa in sicurezza. Pero’ non possiamo escludere che ci possano essere altri piccoli e medi distacchi altrimenti non avremmo creato una zona di rispetto. Dobbiamo lavorare su questo per evitare ulteriori crolli incontrollati” ha dichiarato Marco Ghimenti, comandante dei vigili del fuoco di Roma, che sta coordinando gli interventi.

Secondo l’architetto e restauratore Francesco Scoppola, primo dirigente del ministero per i Beni e le attività culturali per il quale lavora dal 1980, “quel che è successo nella chiesa romana è con ogni probabilità connesso al deterioramento di un solo, singolo elemento di una capriata. E la causa più probabile sono gli insetti xilofagi, i tarli, oppure la marcescenza del legno dovuta a perdite e infiltrazioni” si legge sull’Osservatore Romano. “Il clima quasi tropicale, col caldo umido di questa ultima estate, con precipitazioni improvvise e abbondanti, che le gronde non più sistematicamente tenute sgombre non arrivano a smaltire – ha commentato Scoppola – sul legno inanimato ha certamente portato una accentuazione di questi fenomeni”.

“Le manutenzioni odierne – ha spiegato l’esperto – vincolate alla ‘logica’ del mercato, che impone contenimento della spesa e massimo profitto, sono sporadiche, discontinue, episodiche. A volte vengono addirittura procrastinate se troppo costose o se si avvicina il momento del rifacimento totale. È però come mandare in giro qualcuno con una macchina senza freni perché è vicino il giorno in cui conviene cambiarla”.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli