Crollano i casi di meningite in Toscana, meno male che il vaccino c’è

Focus

Il sindaco di Livorno Nogarin smentito dai fatti

La cautela è d’obbligo. La soddisfazione per ora è solo sussurrata a bassa voce.

Insomma questi dati vanno maneggiati con cura, ma i numeri sono numeri, e quelli che sono sul tavolo dell’assessorato alla salute della Regione Toscana non lasciano dubbi: i casi di meningite C sono in netto calo. Solo tre.

Nello stesso periodo dello scorso anno erano già 16, 13 nel 2015, e tutto lasciava prevedere che la situazione potesse aggravarsi ancora di più visto che nel frattempo era scoppiata violenta la polemica sulla vaccinazione.

Per combattere quella che gli esperti chiamavano una “iper-endemia” in Toscana, cioè di un aumento di persone, portatrici sane del batterio, aumentando così la probabilità che un’altra si ammali o trasmetta il germe, la Regione due anni fa lanciò una campagna di vaccinazione coinvolgendo circa 700 mila toscani e i bambini nati negli ultimi dieci anni, ora pare che stia dando i frutti sperati.

Così anche se è ancora presto per cantare vittoria i casi di infeezione sono comunque in calo considerevole. E’ presto per sapere se sia rientrato o meno “il caso Toscana”, ma le speranze sono concrete, sempre però che si tenga alto il numero delle vaccinazioni contro la meningite C, in particolare contro il meningococco l’St11, uno dei più violenti, causa di ben 13 morti in due anni.

In questi mesi l’allarme è rimasto sempre alto, la situazione costantemente monitorata, mentre la politica litigava sulla efficacia dei vaccini, con i grillini in prima fila contro l’obbligatorietà e la legge toscana che la prevede.

Recentemente, infatti, la giunta regionale ha varato una disposizione, ora al vaglio del consiglio regionale, che fissa l’obbligatorietà della vaccinazione dei bambini per poterli iscrivere alle scuole materne e agli asili nido.

Su questo argomento era nata anche una polemica a distanza tra il professore Roberto Burioni, ordinario di microbiologia e virologia al San Raffaele di Milano, e il sindaco grillino di Livorno Filippo Nogarin: “forzature insopportabile” fu il suo commento. “I vaccini sono sicuri ed efficaci, e chi dice il contrario è naturalmente un cretino” fu la replica di Burioni, autore del libro “Il vaccino non è un’opinione”.

Ma evidentemente non per tutti è così, specie se l’argomento diventa uno strumento acchiappa-consensi. E il M5Stelle ne sa qualcosa.

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