Genova aspetta il decreto desaparecido

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Non c’è traccia delle misure urgenti del governo per la città di Genova

Si annuncia da settimane ma ancora non ve n’è traccia. A quaranta giorni dal crollo del ponte Morandi, il decreto Genova è scomparso, bloccato tra i ministeri a causa del rimpallo di competenze.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo aver inizialmente annunciato un commissario straordinario nel giro di dieci giorni, poi si è limitato a dire che “a brevissimo” il decreto arriverà al Quirinale per la firma. Oggi ha annunciato che il decreto verrà inviato al presidente della Repubblica domani mattina. Nel frattempo Salvini procede con il suo decreto contro i migranti e su Genova cerca di minimizzare, giustificando così il tempo perso: “Se ci prendiamo qualche giorno in più è per non fare le cose male”.

Eppure sembrerebbe che il decreto fatichi a uscire proprio perché per ora è stato fatto tutto male. Ad esempio Il Sole 24 Ore riporta la rivelazione del quotidiano digitale Edilizia e Territorio secondo la quale “né Fincantieri né Italferr, le due società pubbliche cui il governo vorrebbe far ricostruire il ponte di Genova andato in pezzi il 14 agosto, hanno le capacità tecniche per realizzare un’infrastruttura di questo tipo”. Speriamo che Toninelli, che dall’inizio non fa che ripetere il nome di Fincantieri, sia stato avvisato.

Quindi al momento non si sa chi lo ricostruirà e chi sarà il commissario straordinario. Nel frattempo Genova rimane divisa in due e le persone sfollate sono ancora senza un tetto.

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