A Genova si scava ancora, si cercano gli ultimi dispersi

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Per Antonio Brencich, della commissione del ministero che deve accertare le cause del crollo, si tratta di “un’ipotesi seria di lavoro”. Il Pd chiede che Toninelli riferisca in Parlamento

A Genova si continua a scavare tra le macerie per trovare le ultime persone che ancora mancano all’appello.

E arrivano le prime ipotesi sulle cause che hanno portato al crollo del ponte Morandi martedì.

Secondo Antonio Brencich, docente dell’università di Genova e membro della commissione dei Trasporti e delle infrastrutture che deve accertare i motivi del cedimento strutturale, la rottura di uno dei tiranti del ponte è “un’ipotesi di lavoro seria, ma dopo tre giorni è solo un’ipotesi”.

Il docente, che ha effettuato un breve sopralluogo sul posto, ha invece smentito che possa essere stato un eccesso di carico a provocare il crollo del Morandi: “La pioggia, i tuoni, l’eccesso di carico sono ipotesi fantasiose – ha detto – che non vanno prese neanche in considerazione”.

La speciale commissione ispettiva istituita dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti è composta dall’architetto Roberto Ferrazza, provveditore alle opere pubbliche per il Piemonte, Liguria e Val d’Aosta, con funzioni di presidente, dai professori Ivo Vanzi, componente esperto del Consiglio superiore dei lavori pubblici e Antonio Brencich, professore associato dell’Università degli studi di Genova, dagli ingegneri Gianluca Ievolella, consigliere di supporto al presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Michele Franzese e Bruno Santoro, dirigenti tecnici della direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali. La commissione avrà 30 giorni per fornire una prima informativa al ministro.

Il bilancio del disastro: 41 morti e una decina di feriti

Nel frattempo il bilancio è di 41 morti, mentre sono una decina i feriti, di cui due purtroppo in condizioni critiche: una donna di 74 anni, sassarese ma residente nel capoluogo ligure, l’altro è un uomo di origini romene che ha subito un trauma toracico e un trauma cranico e al momento è in coma farmacologico. Entrambi sono ricoverati al San Martino di Genova. La donna, ha spiegato il responsabile emergenze Angelo Gratarola, “non era sul ponte ma sotto: oltre al trauma ha inalato i fumi di un principio di incendio e ha avuto un’intossicazione grave da monossido di carbonio. Ha avuto 2 cicli di camera iperbarica e le condizioni rimangono molto critiche”.

Tra i feriti ancora ricoverati nello stesso ospedale c’è anche Gianluca Ardini, un giovane di 28 anni salvo dopo un volo di 40 metri con la sua auto durante il crollo del ponte e rimasto appeso a testa in giù per quattro ore. Poi è stato salvato dai vigili del fuoco che lo hanno tirato fuori dalle lamiere.

Il Pd chiede che Toninelli riferisca in Parlamento

Non si terrà il Consiglio dei ministri che era previsto per domani a Genova. Dopo i funerali di Stato Conte e i ministri faranno rientro a Roma.

Nel frattempo il Pd chiede al governo di riferire in Parlamento. “Il Pd chiede che nei prossimi giorni il ministro Toninelli venga a riferire in Senato sui tragici fatti di Genova. Inoltre sempre nei prossimi giorni, il Pd depositerà un disegno di legge per istituire una commissione d’inchiesta speciale su infrastrutture e grandi opere” fa sapere il capogruppo dem a Palazzo Madama Andrea Marcucci. “Il ministro, proprio il 31 luglio scorso davanti alla commissione lavori pubblici annuncio testualmente la prossima revisione del progetto la Gronda, contemplando anche la totale cancellazione dell’opera. Il Parlamento deve sapere come intende procedere il governo. Se, ad esempio, la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia era solo una ‘sparata a caldo’. Il tempo degli show ad uso delle telecamere e dei social è finito, ora Conte, Di Maio, Salvini e Toninelli, devono mettersi al lavoro per risollevare Genova. Con i no e le favolette, non si risolvono i problemi”.

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