Telenovela Csm. Quando la giustizia corteggia la politica

Focus

Da più parti arriva il riconoscimento al vicepresidente Ermini di una gestione saggia. Zingaretti: “Accertare verità e responsabilità individuali”

“L’autosospensione non basta, i magistrati coinvolti nella vicenda delle nomine si dimettano”. Pasquale Grasso, presidente dell’Anm, lancia un messaggio forte in mezzo alla bufera della crisi istituzionale (senza precedenti) che sta scuotendo il Consiglio superiore della magistratura per effetto dell’inchiesta di Perugia, nella quale sono indagati Luca Palamara e Stefano Rocco Fava, pm a Roma, e il togato dimissionario del Csm Luigi Spina. Il Comitato direttivo centrale dell’Anm ha quindi deciso che tutti i magistrati coinvolti saranno deferiti ai probiviri.

Ermini: “Una ferita profonda”

Uno tsunami che sembra segnare l’ora più buia per il Csm e di cui nessuno nasconde i rischi. A partire dal vicepresidente David Ermini che ieri in un plenum straordinario, ha parlato di “ferita profonda” e “dolorosa” avvertendo quanto sia grave la posta in gioco:”siamo di fronte a un passaggio delicato: o sapremo riscattare con i fatti il discredito che si è abbattuto su di noi o saremo perduti”. Da parte sua Grasso afferma: “Chi avesse davvero partecipato a un tale sviamento della funzione – uso volontariamente una locuzione poco impegnativa – non potrebbe essere un mio rappresentante nell’organo di autogoverno dei magistrati”.

La nomina del procuratore di Roma

Ombre sempre più pesanti si allungano sulle nomine del Csm e in particolare su quella del procuratore di Roma, destando preoccupazione tra le toghe e mettendo in ansia anche la più alta delle istituzioni repubblicane, l’inquilino del Quirinale. La posta in gioco è altissima. E riguarda la credibilità stessa della magistratura. A rivelare i retroscena dei tentativi di Palamara per far nominare un procuratore gradito al posto di Pignatone sono gli atti processuali trasmessi dai magistrati di Perugia al Csm e al ministero della Giustizia. Le riunioni per spartirsi i voti per scegliere il nuovo procuratore di Roma, secondo le ricostruzioni giornalistiche, si sarebbero svolte a tarda sera in un albergo romano. Oltre a Palamara, Ferri e Luca Lotti, c’erano i consiglieri del Csm Luigi Spina, Corrado Cartoni, Antonio Lepre, Gianluca Morlini e Paolo Criscuoli. Ma non solo, a queste rimpatriate notturne avrebbe preso parte anche il presidente della Lazio Claudio Lotito, che avrebbe omaggiato l’amico romanista Palamara di biglietti per Lazio-Atalanta da distribuire agli amici. Semplici chiacchierate? O qualcosa di più?

L’ora più buia per il Csm

Ieri con l’addio di Gianluigi Morlini di Unicost e Paolo Criscuoli di Magistratura indipendente è arrivato a meno 5 togati, il numero delle defezioni dopo le dimissioni di Luigi Spina di Unicost, di Antonio Lepre e di Corrado Cartoni di Mi. Si avvicina quindi il limite numerico che condannerebbe il Csm allo scioglimento, 10 membri togati e 5 laici. I togati rimasti adesso sono 11. Dei 5 consiglieri di Mi, il gruppo che vinse le ultime elezioni, restano solo due giudici, Paola Maria Braggion e Loredana Micciché.

Csm verso un percorso di autoriforma

Ieri dall’assemblea di Palazzo dei Marescialli, insieme alla presa d’atto della gravità della situazione, arriva anche una forte assunzione di responsabilità e un richiamo alla compattezza: con un documento approvato all’unanimità tutti i consiglieri, laici e togati, si dicono “sgomenti e amareggiati”, denunciano comportamenti da cui “prendere con nettezza le distanze” e richiamano la necessità di “un radicale percorso di autoriforma. E da più parti arriva il riconoscimento al vicepresidente Ermini di una gestione saggia, ferma e responsabile della situazione e al valore imprescindibile della guida del capo dello Stato, Sergio Mattarella, che del Csm è il presidente.

Il primo filone d’inchiesta

L’indagine di Perugia prende le mosse da investigazioni pregresse su Fabrizio Centofanti, imprenditore rinviato a giudizio in un’inchiesta siciliana in cui sono coinvolti pure due avvocati, Piero Amara e Giuseppe Calafiore. Indagando su quel filone, gli uomini delle Fiamme gialle hanno individuato fatture sospette, con pagamenti di conti per soggiorni in hotel italiani o esteri in favore del pm di Roma Palamara. “Non ho mai rivelato ciò che non conoscevo. Dell’inchiesta su Palamara io non sapevo nulla perché pur partendo dall’indagine su Centofanti, procedimento condiviso tra me ed alcuni procuratori aggiunti, io non ero a conoscenza di quegli atti, nei quali si parlava dei rapporti tra Centofanti e Palamara, mandati a Perugia”: queste le affermazioni del pm Stefano Rocco Fava, difeso dall’avvocato Luigi Castaldi, nel corso dell’interrogatorio svolto ieri davanti ai pm di Perugia nell’ambito dell’inchiesta che lo vede indagato per rivelazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento.

L’inchiesta della Procura di Perugia prosegue

Intanto va avanti l’inchiesta della Procura di Perugia. Luigi Spina, l’unico dei consiglieri del Csm indagato, davanti ai pm umbri si è avvalso della facoltà di non rispondere. Palamara, invece, depositerà nei prossimi giorni una memoria difensiva per attestare che non c’è “nulla di penalmente rilevante” nelle accuse che gli vengono rivolte.

Zingaretti: “Accertare verità e responsabilità individuali”

Interviene sulla vicenda il segretario dem Nicola Zingaretti: “Sulla vicenda del Csm va fatta al più presto chiarezza e le indagini dovranno accertare la verità e le responsabilità individuali affinché non rimangano ombre su temi così delicati. Capire cosa è accaduto è indispensabile, anche per pensare ad anticorpi e possibili riforme a tutela del miglior funzionamento della giustizia e del Csm. Questa vicenda deve stimolare interventi di riforma che assicurino procedure più trasparenti nel funzionamento dell’organo di autogoverno della Magistratura. Mi auguro che tutte le persone coinvolte partecipino a questa ricostruzione degli accadimenti. Per noi il principio di autonomia dei diversi corpi istituzionali è sacro e va difeso. Mi sembra che il Csm stia reagendo in questo senso e ora, ripeto, è fondamentale accertare al più presto la verità”.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli