Ilaria Cucchi invitata al ministero della Difesa: “Onorati, ascolteremo”

Focus

L’invito dal ministro Trenta. Da Salvini ancora nessuna scusa

Le aveva richieste a gran voce Ilaria Cucchi, ma le scuse di Salvini non sono (ancora) arrivate. E così il primo passo ‘dentro le istituzioni’ sarà nel ministero della Difesa. Il ministro Elisabetta Trenta e il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri, hanno infatti ufficialmente invitato Ilaria ad un incontro.

“Ho accettato volentieri-  ha detto Ilaria Cucchi- l’invito del ministro della Difesa e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. Io e il legale della nostra famiglia, Fabio Anselmi, che sarà presente, ne siamo onorati. Hanno espresso la volontà di riceverci e noi ascolteremo cosa hanno da dirci”. In fondo è solo questo che lo Stato deve fare: essere vicino ai suoi cittadini, proteggerli e supportarli.

Le scuse

Oggi Ilaria Cucchi si è sfogata sui social: “Come prevedevo sono ripresi gli insulti gratuiti contro Stefano e la mia famiglia, ormai il prezzo da pagare è questo”. In tanti devono delle scuse alla famiglia Cucchi e, anche se a distanza, ora sono molti a farsi avanti. Anche il carabiniere che ha ammesso il pestaggio del geometra romano Francesco Tedesco, attraverso il suo avvocato Eugenio Pini ha fatto un appello: “Il desiderio è quello di incontrarla e chiedere scusa”.

Il carabiniere che è riuscito attraverso la sua confessione ad ‘abbattere il muro’ di omertà su Stefano è stato oggetto di pesanti minacce nella sua città natale, Brindisi. Pochi giorni fa era apparso in città uno striscione firmato “Curva Sud” in cui c’era scritto: “Per l’infame nessuna pietà, sei la vergogna della città”.

La scritta è stata subito rimossa. Ora agenti della Digos stanno indagando sull’accaduto. La notizia era apparsa sui quotidiani locali. Già in passato, non appena era divenuto noto il suo coinvolgimento nella vicenda, erano stati esposti striscioni con scritte a lui rivolte nei pressi dell’abitazione e della palestra da lui frequentata. Tedesco ha anche denunciato gli autori di alcune presunte offese apparse su Facebook. Ad esprimergli solidarietà un altro carabiniere Riccardo Casamassima, grazie alla sua testimonianza ha dato un contributo importante alle indagini.

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